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Come è fatto e come funziona un altoparlante?

marzo 25, 2013 Author: Andrea Marco Bonino Category: Impianti, Wiki  0 Comments

Analizzeremo in seguito come è fatto e come funziona un altoparlante.

L’altoparlante è il dispositivo che converte il segnale elettrico in onde sonore. Il suono è generato da una serie di compressioni e decompressioni dell’aria. Esistono varie tipologie di altoparlanti ma qui vedremo come è fatto un magnetodinamico, che è in assoluto il sistema più diffuso.

Un magnete permanente [1] genera un campo magnetico nel quale è immersa una bobina mobile [6], collegata al cono dell’altoparlante [5]. Quando alla bobina viene applicato un segnale elettrico, il campo elettromagnetico che si genera la fa muovere permettendo al cono di comprimere e decomprimere l’aria circostante producendo un’onda sonora. Per una buona riuscita di un progetto di altoparlante, tutta la parte mobile deve essere molto leggera mentre quella fissa, cestello in primis, deve essere molto rigido.

esploso di altoparlante

esploso di altoparlante – come funziona un altoparlante?

I componenti principali di un altoparlante sono:

1 – magnete permanente.

2 – Cestello di supporto.

3 – Spider, sospensione inferiore del cono e supporto bobina mobile.

4 – Sospensione elastica che permette al cono di muoversi.

5 – cono dell’altoparlante.

6 – Bobina mobile.

Il cono rappresentato in figura è la forma base che consente di riprodurre le basse e medie frequenze di quasi tutti gli altoparlanti, talvolta può essere piatto o a forma di cupola (altoparlante per alte frequenze). I materiali impiegati nella realizzazione sono vari, la carta è più usato ma viene sempre più spesso affiancata da composti sintetici e compositi, ne esistono di kevlar, fibra di vetro, vari materiali plastici, alluminio e la lista non si esaurisce qui.

Range di frequenze:

Non essendo ancora possibile costruire un altoparlante che riesca a riprodurre bene l’intera gamma di frequenze udibili, si costruiscono altoparlanti ottimizzati per una porzione della banda udibile.
Vengono generalmente suddivisi cosi’ :

Subwoofer (frequenze bassissime, solitamente al di sotto dei 120 Hz)

Woofer (frequenze basse – da 120 Hz a 2 KHz)

Midrange (frequenze medie – dai 2 fino a 6/10 KHz)

Tweeter (frequenze alte – fino a 15-18 KHz)

Esistono modelli definiti full-range che cercano , con un uniico altoparlante, di coprire la maggiore estensione possibile di frequenze, ma normalmente il numero minimo di altoparlanti per una buona resa sono 2 (mid-woofer e tweeter) che vengono poi affiancati da un subwoofer per una resa completa.. Esistono altoparlanti coassiali costituiti da un woofer e un tweeter in un cestello unico che sembrano singoli ma sono effettivamente a due vie, un’ottima soluzione per ridurre gli ingombri.

 

Video Mapping

marzo 11, 2013 Author: admin Category: Video  0 Comments
Video Mapping 3D Mercedes Classe A

Video Mapping 3D Mercedes Classe A

 

 Il Video Mapping 3D

È una tecnica che consiste nel disegnare delle superfici con la luce.
Per realizzarlo si utilizzano uno o più proiettori ad alta potenza posizionati attorno l’oggetto desiderato, in modo da ricoprire tutte le angolazioni di osservazione degli spettatori (si può ottenere anche il 360°).
Questi proiettori vengono pilotati da appositi software in cui verrà calibrata la realtà del’’installazione con quella virtuale 3D su cui operano i grafici e i V-DJ per gil effetti in live.

Scenografia

Scenografia video mapping

Scenografia del video mapping

Scenografia video mappingUna parte dello show-room in cui ha luogo l’evento viene predisposta al video mapping. Nella foto accanto c’è la coreografica della Classe A che consiste in una serie di rettangoli con distanza di circa 1 metro l’uno dall’altro sospesi a soffitto. Quando vengono colorati donano estrema profondità di campo alla coreografica.

L’Artistico

Questa installazione di video mapping 3d è stata realizzata dal gruppo “Circuito Zero” con la collaborazione di Alberto Baroni.

Per info potete richiedere informazioni direttamente sul modulo “contatti” di solosuono.com.

Il video

Come scegliere la potenza delle casse acustiche?

marzo 07, 2013 Author: Andrea Marco Bonino Category: Senza categoria  0 Comments

Come orientarsi per la scelta della potenza delle casse acustiche?

casse acustiche in fiamme

Quando si acquistano un paio di casse acustiche, si deve verificare che la loro potenza sia in giusto rapporto con quella dell’amplificatore e che sia gestibile in regime continuo. La potenza delle casse acustiche è misurata in Watt. Una cassa da 80W rms raramente tollera più di 50-60W di potenza continua. Sono tollerabili solo per brevissimi istanti picchi di potenza di 80W. Comunque, è sempre meglio rispettare un certo margine di sicurezza anche per casse di ottima marca e fattura. Per un amplificatore a 2 canali per 60W, ogni cassa dovrà tollerare dai 80 ai 100W continui. Vale un discorso analogo in senso opposto: una cassa da 200W rms diventa un carico troppo “pesante” per un piccolo amplificatore da 20W per canale. La regola aurea dà l’amplificatore di un 20-30% inferiore rispetto alla potenza dei diffusori.

L’impedenza delle casse acustiche:

Per un corretto abbinamento delle casse acustiche con l’amplificatore è necessario tener conto non solo della potenza, ma anche dell’impedenza. L’impedenza delle casse acustiche è misurata in ohm (Ω).

La maggior parte degli amplificatori possono funzionare con carichi di impedenza compresi tra i 4 e gli 8 ohm Ω. Le casse più diffuse in ambito domestico hanno un’impedenza di 8 ohm Ω, tanto più che gli amplificatori forniscono spesso ottime prestazioni con questo carico. Quando vi decidete all’acquisto, controllate le caratteristiche tecniche dcl vostro amplificatore, relative all’impedenza ma soprattutto non collegate casse acustiche con un valore di impedenza minore rispetto a quella supportata dall’amplificatore.

Installazioni Professionali

Al di fuori delle formule classiche, ci sono diffusori di concezione diversa, sistemi multi vie con amplificazione separata per ognuna delle bande di frequenza. Con questo sistema gli altoparlanti delle diverse frequenze, vengono pilotati da un diverso amplificatore, progettato o regolato per servire la banda di frequenza che compete a ciascuno degli altoparlanti.

 

Anatomia delle casse acustiche.

marzo 07, 2013 Author: Andrea Marco Bonino Category: Audio, Audio, Audio  0 Comments

Il contenitore delle casse acustiche ha una grandissima importanza: deve essere molto rigido e assolutamente privo di vibrazioni (ad esempio quando si posa su di esso una mano).

Esistono diversi sistemi per la costruzione delle casse acustiche, i più diffusi sono:

Le casse acustiche con bass-reflex

Dette anche labirinto acustico ecc., hanno un rendimento elevato, ma hanno anche una maggiore probabilità di inserire armoniche non volute. Necessitano quindi di una delicata messa a punto e progettazione e per questo motivo sono generalmente più costose.

Le casse acustiche chiuse o in sospensione pneumatica

o a baffle infinito, non sono molto diffuse: hanno meno rendimento rispetto alle casse acustiche con bass reflex, ma presentano il vantaggio di attenuare la distorsione degli altoparlanti migliorandone lo smorzamento. Inoltre, sono molto meno voluminose delle casse acustiche con bass-reflex.

Esploso cassa acustica garvanCassa_stilizzata

Lo smorzamento

È un parametro fondamentale: se un impulso di breve durata eccita la bobina mobile di un altoparlante, la sua membrana si mette in movimento per poi tornare in posizione di riposo. Se l’altoparlante e ben smorzato, non si creano oscillazioni parassite. In caso contrario, la membrana continuerà a oscillate introducendo nel segnale frequenze spurie.

Queste frequenze spurie tendono a “colorare” il suono e compromettono la fedeltà del sistema.

Conclusioni

Non basta montare gli altoparlanti e dei filtri all’interno delle casse acustiche per ottenere dei buoni risultati, occorre anche effettuare una perfetta messa in fase dei coni, tenendo conto delle bande di frequenza assegnate a ciascun altoparlante. La messa in fase degli altoparlanti tra loro è molto delicata, per questo che i migliori costruttori investono ingenti somme per la preparazione di camere anecoidi (prive, cioè, di qualsiasi riverbero) all’interno delle quali vengono effettuati i test, assolutamente indispensabili per una perfetta messa a punto delle casse acustiche.

Cassa Acustica Bass Reflex

Progetto di una cassa acustica in bass-reflex per basse frequenze.

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