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Bass Reflex

febbraio 24, 2014  Author: admin Category: Senza categoria   0 Comments

Bass Reflex. Come funziona.

Nell’articolo sul baffle infinito abbiamo visto che un altoparlante genera due onde sonore perfettamente identiche (una anteriormente e una posteriormente), ma opposte fra loro; la sovrapposizione di queste onde determina un annullamento del suono.

Ecco perché un altoparlante viene sempre racchiuso in una cassa (generalmente di legno o di plastica) fissata al cestello: in questo modo le onde emesse posteriormente vengono assorbite all’interno della cassa. L’altoparlante è quindi in grado di produrre vibrazioni davanti a sé, generando il suono, senza che l’aria dietro interferisca con la loro propagazione.

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Tuttavia, la vibrazione prodotta posteriormente dall’altoparlante NON è di fatto un’interferenza o un fastidio, è pur sempre un’onda sonora! Il problema è che questa è in controfase con quella prodotta anteriormente: quindi, concettualmente parlando, si può utilizzare tale vibrazione per “rinforzare” quella anteriore, ma solo se viene messa in fase con essa.

Per poter rifasare il suono posteriore con quello anteriore è sufficiente imporre un ritardo nella sua propagazione, cosicché, quando il cono si sposta in avanti, all’esterno giunga anche l’onda sonora che era stata prodotta una frazione di secondo prima, quando il cono si era spostato all’indietro. Così facendo, il suono non viene annullato (interferenza costruttiva).

Le vibrazioni sonore della zona posteriore vengono riemesse frontalmente per mezzo di un tubo. Ma questa soluzione non è così semplice come sembra: il rifasamento dell’onda è determinato dalla geometria del tubo (chiamato anche “tubo di accordo” o “tubo reflex”), perciò questo deve essere dimensionato adeguatamente in lunghezza, sezione e talvolta anche nella forma, a seconda della frequenza attorno alla quale si vuole raggiungere l’interferenza costruttiva desiderata. Dopo aver compiuto il percorso forzato dal tubo di accordo, l’onda posteriore esce frontalmente dalla cassa, in fase con l’onda frontale generata dal cono. In questo modo l’onda posteriore contribuisce a rinforzare l’onda frontale, migliorando l’efficienza della cassa acustica.

Tubi di accordo bass reflex

Tubi di accordo bass reflex

Esistono numerose tabelle e calcoli per definire le dimensioni e la geometria del tragitto da far percorrere alle onde posteriori: la soluzione più semplice, e la più diffusa, prevede un percorso costituito da un tubo rettilineo. È chiaro che è di fondamentale importanza scegliere un tubo di lunghezza ben precisa, in modo da non fare arrivare l’onda posteriore in controfase troppo presto (anticipo di fase) o troppo tardi (ritardo di fase) rispetto all’onda anteriore. Il primo caso si verifica quando il tubo è troppo corto, mentre nel secondo caso il tubo è troppo lungo.

Le onde sonore per cui va ricercata l’interferenza costruttiva sono quelle a bassa frequenza, perciò questa tecnica utilizzata soprattutto per gli altoparlanti delle basse frequenze (woofer e subwoofer). Infatti, queste sono onde relativamente lente, facili da rifasare, ma sono quelle più importanti, in quanto sono quelle dove si concentra la maggior parte dell’energia sonora e, inoltre, sono difficili da riprodurre a piena potenza.

È proprio per questo che tali casse portano il nome di “Bass reflex”.

 

Bass Reflex

Bass Reflex

 

Il suono emesso dall’altoparlante viene rinforzato con le onde di bassa frequenza, ampliando lo spettro sonoro. In altre parole, all’orecchio dell’ascoltatore giunge un suono più corposo.

Alla prossima!

Ing. Nicolò Melis

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