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Mono o Stereo – Prima Parte

ottobre 25, 2013  Author: admin Category: Senza categoria   0 Comments

Mono o Stereo?

Mono o stereo? Curiosando nei vari negozi di dischi, ci siamo sicuramente imbattuti nella nuovissima versione stereo rimasterizzata di uno dei primi album dei Pink Floyd, oppure, cercando il cofanetto con tutti gli album dei Beatles, il commesso del negozio ci ha mostrato sia la versione mono sia quella stereo.

Ma che cosa si intende per mono o stereo?

L’enciclopedia Treccani definisce la monofonia come “la percezione dei suoni caratterizzata dalla mancanza degli elementi atti a individuare i caratteri spaziali dei suoni stessi (per es.,quella ottenuta con un solo orecchio)”.

In altre parole, la monofonia è la diffusione e l’acquisizione di un’unica informazione sonora, ad esempio registrata da un unico microfono o riprodotta da un solo diffusore. Tale informazione sonora (o più semplicemente suono) può comunque essere riprodotta mediante più diffusori, magari per poter coprire spazi molto grandi, ma il suono rimarrà sempre lo stesso (in tal caso si parla anche di doppio mono o falso stereo).

Come tecnica di registrazione/riproduzione, la monofonia è stata la prima realizzata dall’uomo: è la più semplice ed importante, ma si ottengono prestazioni poco soddisfacenti dal punto di vista del realismo sonoro. Infatti, il grande limite della monofonia è dato dal fatto che in natura i suoni sono emessi da

molteplici punti spaziali, o sorgenti sonore, e questa tecnica non riesce a simularne la direzionalità.

Perciò si è reso necessario creare più flussi sonori che fossero riprodotti da diversi diffusori posizionati in differenti punti, per dare maggiore spazialità al suono, e quindi maggior realismo. Nasce così una tecnica di registrazione/riproduzione più complessa: la stereofonia.

 

stereofonia

Citando ancora la Treccani, la stereofonia è “La percezione dei caratteri spaziali dei suoni, e in particol are della loro direzione di provenienza, che nell’udito normale si ha in virtù dell’audizione biauricolare […]

Nella stereofonia sono presenti più flussi informativi sonori, ognuno dei quali è destinato ad essere riprodotto (e/o registrato) da un diverso diffusore acustico (e/o microfono) posizionato nell’ambiente in un punto ben preciso. Inoltre, essa consente di riprodurre la scena sonora originale simulandone le

tre dimensioni (altezza, larghezza e profondità), cosa che è impossibile da ottenere quando la riproduzione è effettuata da un unico diffusore.

Grazie alla conformazione del nostro sistema uditivo, (due orecchie e due emisferi cerebrali), possiamo capire la direzione e la provenienza di ciascun suono ed è proprio su questo principio che si basa la stereofonia. Basti pensare ai suoni che udiamo ogni giorno: ad esempio, siamo i grado di a capire che un’automobile sta passando alla nostra destra perché il suono (il rumore dell’auto) arriva all’orecchio sinistro in ritardo rispetto a quello destro e il cervello “traduce” questo ritardo in una posizione dell’oggetto nello spazio.

Proprio per questo, la stereofonia viene intesa, nel senso classico del termine, come riproduzione e registrazione di due flussi sonori: uno diffuso da un altoparlante, o microfono, posto frontalmente alla destra dell’ascoltatore e l’altro da un altro altoparlante o microfono posto anch’esso di fronte, ma alla sua sinistra.

Perciò, se ascoltiamo della musica in stereo, abbiamo l’idea che uno strumento stia suonando da una posizione piuttosto che dall’altra, cosa che invece non riusciremmo a fare con una riproduzione in mono.

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