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Diffusori da bagno – La beauty farm a casa

dicembre 20, 2014 Author: Maria Elena Labianco Category: Senza categoria  0 Comments

Una nuova era

Smartphone. Tablet. Lettori MP3. Siamo sempre connessi. Inevitabilmente, stiamo diventando più intraprendenti per quanto riguarda l’utilizzo delle tecnologie digitali e mobili, soprattutto in casa.
Senza dubbio la rivoluzione dei diffusori audio ha cominciato a farsi strada nella progettazione dei prodotti per la casa. I nostri clienti creano i loro spazi secondo le esigenze personali dimostrando la volontà di integrare l’innovazione con prodotti artiginali made in Italy.

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Diffusore ad incasso | Il massimo della resistenza ed eleganza in qualsiasi condizione

 

 

 

Avevi considerato che…

Il bagno è uno spazio personale  attrezzato con diversi confort che riguardano la bellezza e la cura del corpo come saune, idro-massaggi, docce emozionali ecc. I momenti di relax sono ancora più piacevoli se diventano emozioni.Con i diffusori da bagno puoi ascoltare la tua playlist preferita in tutti gli ambienti della tua abitazione:
Garvan mette a disposizione diverse soluzioni che si sposano con il tuo bagno o la tua beauty farm.

 

 

 

 

Diffusori da bagno | Invisibili, raffinati e Made in Italy

 

 

 

 

Specialisti del relax

Scopri attraverso i nostri sistemi che con la diffusione audio in bagno puoi restare connesso con le tue stazioni radio preferite con estrema facilità, puoi ascoltare video di youtube attraverso il tuo ipad facendo una doccia o mentre svolgi le tue attività.

 

 

 

 

Diffusori da bagno completamente personalizzabili

Prodotti accessibili a prezzi smart, con i diffusori da incasso GARVAN

Invisibili, personalizzabili e soprattutto resistenti a qualsiasi condizione di umidità e temperatura! Ascoltate liberamente la vostra musica preferita, noi contribuiremo a creare un’atmosfera rilassante con finiture di precisione realizzate solo per voi. Portate il Suono di altissima qualità, arricchendo il vostro bagno, con soluzioni ad incasso o a parete a seconda del vostro gusto personale , i diffusori da bagno sono stati concepiti appositamente per un montaggio facile e per spazi ridotti, con design minimal e invisibile.

Come si posizionano i Diffusori Acustici di un Home Theater 5.1 e 7.1

agosto 28, 2014 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Negli articoli che riguardano l’audio “multicanale” (Prima e Seconda parte) abbiamo accennato ad alcuni aspetti dei sistemi Home Theater (HT) 5.1 e 7.1, mentre in questo articolo tratteremo in modo specifico il posizionamento dei diffusori Acustici del vostro sistema Home Theater.

Innanzitutto, è bene ricordare che il centro nevralgico del sistema Home Theater è la testa dell’ascoltatore, (e non il divano…!)Diffusori Acustici per Home Theater

Il diffusore centrale

Il diffusore centrale diffonde i dialoghi vocali e intensifica gli effetti sonori riprodotti dagli altri altoparlanti (specialmente quelli dei diffusori laterali).
Il diffusore centrale deve essere, come suggerisce il suo nome, centrato con lo schermo e può essere collocato sopra o sotto di esso, purché sia posizionato all’altezza delle orecchie dello spettatore.
Nel caso in cui si utilizzi un proiettore, lo schermo è sempre molto grande ed è difficile posizionare l’altoparlante centrale all’altezza dell’orecchio.
In questo caso, la soluzione migliore risulta  installare dei diffusori ad incasso sia per l’altoparlante  centrale sia per i diffusori laterali da posizionare alla giusta altezza dietro ad un classico schermo fono-trasparente da proiezione.

Collocamento diffusori acustici home theaterDiffusori acustici frontali

I diffusori frontali laterali, invece, hanno il compito di diffondere i sottofondi musicali, gli effetti sonori e tutti quei dettagli che danno la percezione di trovarsi all’interno della scena. Il posizionamento ideale di questi diffusori dipende dalla distanza che separa l’ascoltatore dallo schermo: le distanze tra i due diffusori acustici e la distanza fra ciascun diffusore e lo spettatore deve essere uguale affinché il triangolo immaginario formato dalle due casse frontali e la testa dello spettatore sia un triangolo equilatero. In questo modo, le casse saranno inclinate di 60° rispetto alla parete dello schermo.
Infine, e questo è molto importante, anche questi diffusori devono essere posizionati all’altezza delle orecchie dell’ascoltatore, affinché i suoni a frequenze più alte possano essere captate con una buona direttività.

Diffusori acustici laterali posteriori

Diffusori acustici posterioriI diffusori laterali posteriori svolgono una funzione analoga a quella dei diffusori laterali frontali e devono essere posizionati perpendicolarmente ai lati dello spettatore e leggermente più in alto rispetto alle sue orecchie, questo per enfatizzare l’effetto surround.

Nei sistemi Home Theater 7.1, è presente un’ulteriore coppia di diffusori acustici posteriori: questi diffusori integrano la funzione dei diffusori laterali posteriori, arricchendone gli effetti sonori e si devono collocare alle spalle dell’ascoltatore e vanno direzionati verso di esso.

Subwoofer

Il subwoofer è il diffusore dedicato per la riproduzione dei suoni a bassa frequenza. Dato che le basse frequenze non si espandono in modo direttivo, non c’è bisogno di orientare il subwoofer verso l’ascoltatore, né di posizionarlo all’altezza delle orecchie, può essere collocato a terra in qualsiasi punto della stanza. L’unico accorgimento da adottare è quello di non mettere il subwoofer in un angolo, altrimenti si genera un rimbombo di bassi che compromette la nitidezza del suono riprodotto complessivamente dal sistema Home Theater.

Un trucco il posizionamento del subwoofer (per i più esigenti) consiste nel piazzare il subwoofer al posto dello spettatore e cercare, muovendosi per la stanza, il punto in cui i bassi si percepiscono più corposi: questo sarà il punto dove poter mettere il subwoofer per una resa migliore!

Grazie alla loro linea così elegante e compatta, i subwoofer Garvan non hanno problemi a mettersi in mostra, anzi, è un vero peccato nasconderli!!!

Il design e la raffinatezza di un Subwoofer Compatto

 

Home Theater Dolby Atmos

agosto 27, 2014 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Nell’arco degli anni abbiamo si è potuto notare che nelle configurazioni degli impianti home theater si sono aggiunti sempre più elementi per raggiungere un’esperienza sonora sempre più vicina alla realtà.
Già con il sistema 7.1 e i 9.2 si pensava di essere arrivati alla soluzione ottimale, tant’è che non sono stati implementati ulteriori sviluppi per molto tempo.

Fino all’avvento di Dolby Atmos, con i sistemi home theater in configurazione 5.1, 7.1 e 9.2, la sensazione di spazialità era percepita attraverso gli altoparlanti posti lateralmente e dietro lo spettatore: i suoni che provengono da dietro la scena venivano riprodotti dai diffusori acustici posizionati dietro lo spettatore mentre i suoni d’ambiente e le colonne sonore dai diffusori acustici laterali e da quelli frontali.schema 7.1.4 per sistemi Dolby Atmos

Per completare il coinvolgimento sonoro, la Dolby ha pensato di rompere le frontiere del suono, aggiungendo ulteriori canali per riprodurre i suoni provenienti dall’alto mediante altoparlanti installati sul soffitto: in genere si utilizzano quattro diffusori acustici, ma nelle sale cinematografiche di ultima generazione sono molti di più.

In questo modo l’esperienza uditiva risulta davvero tridimensionale: ad esempio lo spettatore potrà sentire il rumore della pioggia provenire proprio da sopra la sua testa.

Il sistema che permette di ottenere questa tridimensionalità si chiama Dolby Atmos.

Dolby Atmos ha fatto il suo ingresso nelle sale cinematografiche nel giugno 2012 e più precisamente alla prima del film “Ribelle – The Brave”. Tra il 2012 e il 2013, Dolby Atmos venne utilizzato anche in altri film, quali “Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato”, “Vita di Pi” e “Iron Man 3”

Per quanto riguarda l’Italia, la prima sala cinematografica attrezzata con un impianto Dolby Atmos è stata il Multicinema Hollywood di Gela.

Dolby-Atmos-soundsystem-SK-GatewayDiffusori Acustici schema di posizionamento Dolby Atmos

Questo sistema sopporta fino a 128 canali (invece dei “soli” 6 o 8 canali tipici dei sistemi 5.1 o del 7.1). La particolarità di Dolby Atmos è che non si tratta di un mixaggio audio per un determinato numero di canali (o altoparlanti) in post-produzione, ma utilizza al meglio i diffusori acustici già esistenti nella sala o nel proprio home theater per permettere la precisa localizzazione degli effetti sonori in ogni punto della stanza. Questo significa che Atmos permette la riproduzione audio sia nei grandi impianti delle sale cinematografiche, che nel salotto di casa con un “semplice” 5.1, purché dotati di un sintoamplificatore che supporti il sistema Dolby Atmos.

Come predisporre un Home Cinema Dolby Atmos

Le configurazioni possibili sono: 5.1.4, 7.1.2 e 7.1.4, in cui abbiamo 5 o 7 canali “tradizionali”, un subwoofer e 2 o 4 canali “a soffitto”.

Se si possiede già un impianto home cinema 5.1 non sarà necessario sostituire i diffusori già esistenti ma basterà aggiungere i diffusori a soffitto e dotarsi di un sinto-amplificatore che supporti la codifica Dolby Atmos.

Per poter vedere, o meglio, “vivere” un film con Dolby Atmos sono necessari un qualsiasi lettore Blu-Ray attualmente in commercio (il sistema Atmos è supportato solo dai dischi Blu-Ray),  Onkyo, al solito, è avanti! Gli attuali TX-NR636/737/838, avranno la grande possibilità di poter essere aggiornati a Dolby Atmos a partire da Settembre, con l’arrivo dei primi film in Blue Ray Dolby Atmos!

Per quanto riguarda i diffusori acustici a soffitto, SoloSuono.com propone dei diffusori acustici a basso impatto visivo che possono essere installati su qualsiasi tipo di soffito (cartongesso, muratura, legno ecc.).

Questi diffusori sono invisibili e possono essere installati ad incasso!

I diffusori possono essere visionati anche sul nostro catalogo on-line.

Per ulteriori informazioni sui nostri prodotti e per ricevere una soluzione personalizzata potete contattarci al nostro numero verde:

numero verde solosuono.com 800747752

Schemi di configurazione di un sistema Dolby Atmos

dolby-atmos-home-speaker-setup dei diffusori

 

Altoparlante: TWEETER – MIDRANGE – WOOFER – SUBWOOFER

giugno 08, 2014 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

A seguire verrà fornita una breve descrizione per ciascun tipo di altoparlante che potrà dare una panoramica di facile comprensione anche a chi si è avvicinato da poco al mondo dell’audio.

Cominciamo dalla definizione: un diffusore acustico è un trasduttore (noto anche come altoparlante) o un insieme di trasduttori che convertono il segnale elettrico proveniente dall’amplificatore di segnale audio in suono. Si può trovare una descrizione sul suo principio di funzionamento dell’altoparlante al seguente link.

I principali tipi di altoparlante

Altoparlante Super TweeterSuper tweeter

Dedicato per le alte frequenze, oltre 18 kHz (talvolta fino ad arrivare agli ultrasuoni), ha dei particolari accorgimenti che rendono possibile la riproduzione di altissime frequenze. Le sue dimensioni sono estremamente ridotte, per poter vibrare senza problemi alle altissime velocità proprie delle onde sonore ad alta frequenza. I materiali impiegati per la realizzazione della superficie irradiante di questo trasduttore sono la seta, l’alluminio ed il titainio. Il magnete utilizzato è in neodimio.

Altoparlante Tweeter

Tweeter

Si basa sullo stesso principio del super tweeter, ma una sua diversa progettazione non permette la riproduzione di frequenze molto alte, arrivando fino ai 18 kHz. Il materiale più comune con il quale viene realizzato il cupolino è la seta, il magnete può essere sia in neodimio che in ferrite.

altoparlante midrange

Midrange

È progettato per riprodurre al meglio i suoni alle medie frequenze, generalmente tra i 350 Hz e i 10 kHz. L’orecchio umano è più sensibile a questo intervallo di frequenze: in esso ricadono la voce umana e gli strumenti musicali, per cui esso rappresenta un elemento fondamentale nella riproduzione sonora. Questo tipo di altoparlante è largamente utilizzato nella realizzazione dei diffusori acustici multivia. Le sue dimensioni sono intermedie rispetto a quelle del woofer e del tweeter.

altoparlante wooferWoofer

Il suo range di frequenze va da 120 Hz a 2 kHz. Generalmente è impiegato nei sistemi a due vie: questo altoparlante viene dedicato per la riproduzione delle medio-basse frequenze, mentre un tweeter diffonde le rimanenti frequenze della banda audio. La sua caratteristica principale è quella di avere dimensione e peso maggiori di un altoparlante midrange. Questo dimensionamento è dovuto al fatto che più si vuole scende in frequenza (per ottenere una ripoduzione corposa dei bassi), maggiore è la quantità d’ara da spostare e, quindi, maggiore è l’energia che si deve fornire per ottenere la stessa intensità sonora (dB).

Altoparlante SubwooferSubwoofer

È l’altoparlante dedicato alla riproduzione dei suoni a basse frequenze. Il suo intervallo di frequenze può variare a seconda dei casi: da 20 a 200 Hz per uso domestico; da 20 a 100 Hz per musica dal vivo professionale; da 20 a 80 Hz per i sistemi certificati THX. Il subwoofer viene utilizzato per ampliare la gamma audio in agiunta ad altoparlanti che coprono frequenze più elevate.

Grazie all’evoluzione dei supporti (musicassette, CD e DVD), è stato possibile aggiungere una traccia audio dedicata alle basse frequenze (prima di allora tale possibilità era limitata dalla profondità del solco nei dischi in vinile). Dagli anni ’90, nei DVD viene inclusa una traccia dedicata esclusivamente alle basse frequenze (LFE, si veda l’articolo sul multicanale), riproducibile ed apprezzabile anche nei comuni impianti Home Theater.

Diffusori acustici monovia e diffusori acustici multivia

giugno 03, 2014 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Questo breve articolo spiegherà in breve la differenza tra le diverse tipologie di diffusori acustici.

I termini “monovia” e “multivia” indicano fondamentalmente se in un altoparlante è installato un unico diffusore oppure più d’uno.

Diffusori acustici monovia

Per diffusore acustico monovia si intende un diffusore fornito di un unico altoparlante che, quindi, dovrà diffondere sia le basse frequenze, sia quelle alte. Ѐ chiaro che tale diffusore deve essere progettato sia per vibrare agevolmente in alta frequenza sia per spostare i grandi volumi d’aria necessari per riprodurre i suoni alle basse frequenze. Questi diffusori acustici vengono chiamati per questo “larga banda” e sono generalmente costituiti da un altoparlante con un diametro generoso (richiesto per riprodurre le basse frequenze) che allo stesso tempo necessita di una massa piuttosto leggera (caratteristica necessaria per riprodurre le alte frequenze).

garvan sb513 diffusore canale centrale home theatre in configurazione d'appolitoDiffusori acustici multivia

I diffusori acustici multivia, invece, sono costituiti da più altoparlanti. Ogni altoparlante riproduce un intervallo di frequenze complementare a quello degli altri altoparlanti del diffusore.

Gli altoparlanti, dovendo riprodurre uno spettro sonoro limitato rispetto ad un diffusore banda larga, non saranno identici fra loro ma il diffusore adotterà altoparlanti specifici per la frequenza che compete a ciascuno di essi.

Solitamente gli altoparlanti si dividono in tipologie associate alla frequenza da riprodurre: tweeter, midrange, woofer e subwoofer.

All’interno dei diffusori acustici, la ripartizione delle frequenze ai vari altoparlanti viene effettuata da un apposito dispositivo elettronico: il filtro crossover che “smista” il segnale audio proveniente dall’amplificatore suddividendolo in base frequenze (alte, medie e basse) affinché ogni altoparlante del diffusore acustico riceva il range di frequenze per cui è stato progettato.

Garvan 3 vie con crossover - retro

Questo tipo di diffusore è largamente impiegato sia sistemi Home Theatre sia per l’ascolto Hi-End.

Un caso particolare di “multivia” è quello dei diffusori acustici a due vie. Come suggerisce il termine, questo diffusore presenta solo due altoparlanti: un tweeter per diffondere le alte frequenze e un woofer per le frequenze più basse. Il diffusore a due vie rappresenta un ottimo compromesso per la maggior parte degli ascoltatori e degli impieghi; è infatti comunemente utilizzato negli impianti Hi-Fi domestici.

Il vantaggio dei sistemi multivia è quello di poter riprodurre uno spettro sonoro completo che, nel monovia, risulterebbe essere limitato. In un diffusore acustico multivia avremo un’ottima risposta sia nei toni bassi che in quelli acuti, senza subire cali di sensibilità.

Per disporre correttamente gli altoparlanti dei diffusori acustici multivia, spesso si fa ricorso alla così detta “configurazione D’Appolito”, dal nome di colui che per primo ha realizzato tale sistema, Joseph D’Appolito.

Garvan 3 vie - esploso - diffusori acustici in configurazione d'appolitoLa disposizione classica riguarda un diffusore a tre vie e consiste nell’inserimento sullo stesso asse verticale di due midrange con in mezzo un tweeter (questa configurazione viene indicata con la sigla MTM).

Grazie a questo posizionamento, la dispersione sonora verticale è uniforme, senza alterazioni, mentre la direzionalità sul piano orizzontale è dovuta alla larghezza del diffusore.

La frequenza di taglio del filtro crossover cambia al variare della distanza calcolata dal centro del midrange e il centro del tweeter: a una determinata distanza tra il midrange e il tweeter corrisponde una determinata frequenza di crossover (e viceversa), data dalla seguente formula.

Formula per configurazione d'apposito

Dove f è la frequenza di crossover, d è la distanza midrange-tweeter (espressa in metri) e v è la velocità del suono (340 m/s).

Questa formula fornisce solo un’indicazione di massima sulla relazione tra la frequenza di crossover e la distanza tra gli altoparlanti: per dimensionare correttamente un filtro crossover si rimanda il lettore a testi più specifici.

Garvan 2 vie - esploso - diffusori acustici incasso a pareteLa configurazione D’Appolito può essere adottata anche per diffusori acustici a cinque vie (come nei diffusori Garvan della serie 513).

Impianti audio a parete Solosuono.com: competenza professionale e diffusori acustici artigianali per il massimo della qualità.

maggio 03, 2014 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Gli impianti audio a parete, progettati e realizzati dai nostri tecnici, offrono una percezione sonora nitida, priva d’interferenze e di alta qualità. Grazie al profilo sottile dei diffusori a parete, offriamo soluzioni con il minimo impatto visivo anche negli ambienti in cui non si può eseguire un classico incasso a muro delle casse acustiche.

Garvan On-Wall: i diffusori acustici che si appoggiano a parete…

Gli impianti audio a parete da noi realizzati utilizzano a pieno le caratteristiche dei diffusori acustici On-Wall consentendoci di:

  • sfruttare le caratteristiche meccaniche dalla parete
  • garantire una percezione del suono nitida e corposa
  • soddisfare a pieno le aspettative del cliente.

Potenti, personalizzabili e decisamente eleganti, i diffusori acustici a parete On-Wall racchiudono in soli 7 centimetri di spessore, la stessa potenza acustica dei modelli equivalenti nella gamma diffusori da incasso ed offrono innumerevoli possibilità di personalizzazione sia per lo chassis in acciaio che per la rete di protezione.

In particolar modo la finitura del diffusore acustico può essere:

  • in rete metallica microforata
  • in acciaio inox satinato
  • in tela (con supporto in metallo o con cornice metallica a vista).

L’ampia gamma di colori proposta da Garvan Acoustic vi consentirà di mimetizzare al meglio il diffusore.

È possibile ordinare i diffusori acustici anche con la finitura bianco-opaco che, grazie al trattamento aggrappante, consente di applicare sul diffusore la stessa pittura utilizzata per verniciare la parete.

Solosuono.com propone un valido servizio di consulenza professionale finalizzato a progettare e realizzare l’impianto audio che più si adatta alle vostre specifiche esigenze:

  • prima consulenza e progetto senza impegno d’acquisto
  • tavole esecutive e consulenza per progetti complessi
  • insallazione e collaudo
  • calibrazione dell’impianto.

Da sempre collaboriamo con progettisti ed interior designer realizzando soluzioni audio capaci di esaltare l’acustica di ogni stanza preservando l’originaria impronta stilistica.

 

impianti audio a parete per esterni

Inoltre sono disponibili diffusori acustici On-Wall anche per esterni e piscine adatti a resistere a qualsiasi agente atmosferico e immuni alla salsedine grazie al corpo in acciaio inox 316 ed il diffusore con membrana in fibra.

diffusore acustico bookshelf

Per gli appassionati della cassa acustica da appoggio, infine, Solosuono.com offre una valida alternativa all’incasso a parete: i diffusori acustici Bookshelf by Garvan Acoustic.

Oltre ad assolvere con eccellenza al suo fine primario, i diffusori acustici Bookshelf si presentano come un irresistibile accessorio di design; potrete appoggiarli su qualsiasi superficie piana (librerie, tavoli, postazioni PC ecc.) ed il loro stile lineare e minimalista saprà sempre impreziosire l’ambiente circostante anche quando sono spenti.

bookshelf diffusori acustici garvan

Solosuono.com è da sempre sinonimo di garanzia e competenza per la realizzazione di un impianto audio a parete di qualità.

Il Cono nell’Altoparlante

aprile 27, 2014 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

La parte di un altoparlante che produce il suono è il cono. Esso può essere costruito in vari materiali, i più comuni sono la cellulosa (carta), il policarbonato, la seta, la plastica, l’alluminio, il titanio, fibra di carbonio e kevlar.
La scelta del materiale è imposta dal tipo di altoparlante e dalle frequenze emesse, pertanto vengono considerate le seguenti caratteristiche: la resistenza alle vibrazioni, la rigidità e la risposta in frequenza.
Generalmente, un cono rigido suona meglio di un cono flessibile, per quanto riguarda la chiarezza del suono, ma è più “vulnerabile” e tende a rompersi più facilmente.

Quando il cono vibra, si muove in sezioni concentriche non in fase tra loro. Si creano così delle onde stazionarie che introducono delle irregolarità nella risposta in frequenza dell’altoparlante che potrebbero portare alla rottura della membrana.

Per questo motivo si è pensato di utilizzare diversi materiali per la realizzazione del cono: dalla carta ai materiali plastici, alle leghe metalliche, fino ad arrivare alla fibra di carbonio, kevlar ecc.
I materiali plastici sono più leggeri di quelli metallici e sono in grado di smorzare le onde stazionarie che viaggiano dal centro verso il bordo del cono dei diffusori acustici. Per contro l’utilizzo di materiali plastici nei coni, essendo poco rigidi, possono introdurre delle sub-armoniche che andrebbero ad alterare il suono prodotto dai diffusori acustici.
I materiali metallici, invece, sono molto più rigidi (e quindi non introducono sub-armoniche), ma non sono in grado di smorzare le onde stazionarie, perciò hanno una probabilità di rottura più alta. Fortunatamente tali problematiche vengono riscontrate a frequenze superiori a 4 – 5 kHz, e per questo tali materiali vengono preferibilmente impiegati nella realizzazione di woofer e subwoofer.

altoparlante con cono in cellulosa

cono in cellulosa

altoparlante con cono in kevlar

cono in kevlar

altoparlante con cono in alluminio

cono in alluminio

Consideriamo quindi i materiali che possono essere impiegati per le varie tipologie di altoparlanti.

Per quanto riguarda i woofer e i subwoofer, si possono utilizzare diversi tipi di materiale, come: carta, resine plastiche, leghe metalliche, fibra di carbonio o kevlar. Questo perché questo tipo di altoparlante produce notevoli sposamenti d’aria e perciò la membrana deve essere molto resistente.

Gli altoparlanti mid-range vengono solitamente realizzati in kevlar, fibra di carbonio e leghe metalliche leggere a base di allumino, magnesio e titanio. La caratteristica principale di questi elementi è (deve essere) la rigidità, considerando le dimensioni relativamente grandi del cono. Infatti, le frequenze in gioco sono più alte e, se il materiale non fosse sufficientemente rigido, si verificherebbe la comparsa delle onde stazionarie sopra citate.

I materiali utilizzati nei tweeter devono essere rigidi, ma al tempo stesso leggeri, perché devono vibrare a frequenze molto alte, fino ai 20 kHz (in alcuni si arriva anche ai 40 kHz). Questi materiali possono essere di tipo plastico, ceramica o seta irrigidita con particolari resine, ma talvolta anche alluminio o titanio, essendo questi ultimi estremamente leggeri.

Diffusore per esterni SA120 con tecnologia G. Bass

marzo 12, 2014 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Diffusore per esterni SA120 con tecnologia G. Bass

Garvan SA120

Il nuovo diffusore per esterni Garvan SA120 è un rivoluzione tecnologica in pochi centimetri di spazio.

Indispensabile per ottenere un’eccellente diffusione sonora in parchi, giardini, piscine ed ogni altro ambiente esterno, nasce da un nuovo concetto sviluppato dalla ricerca Garvan per ottenere prestazioni impensabili in un diffusore estremamente compatto.

Diffusione a 360 gradi e una notevole potenza efficate (RMS) pari a 60 watt rendono questo oggetto un sofisticato spot sonoro nelle ambientazioni che richiedono alti livelli di integrazione estetica senza rinunciare ad un suono potente, omogeneo, lineare e pulito.

Garvan SA120 - diffusore per esterni - Solosuono.com

Garvan SA120 – diffusore per esterni – Solosuono.com

Cuore della nuova progettazione è il progetto G. Bass, esclusivo di Garvan, che Solosuono.com vi presenta in dettaglio tecnico per rivelare quanto un diffusore per esterni di questa tipologia nasconda “sotto il cofano”.

Doppio altoparlante caricato con linea di trasmissione per ottenere un’ottima risposta anche nelle basse frequenze, anche senza l’utilizzo di un subwoofer, ottenendo una sensibilità elevata, pari a 90dB. Il questo modo, anche con poca potenza, è possibile ottenere un suono chiaro ed intellegibile limitando notevolmente le distorsioni, soprattutto nelle versioni a 100V.

Grazie al nuovo diffusore per esterni Garvan Sa120 è possibile sonorizzare parchi, giardini, piscine ed ogni ambiente all’aperto.

Il grado di protezione IP60 rende questo diffusore adatto all’esposizione delle intemperie senza sofferenze.

Inoltre, Garvan e Solosuono.com vi danno tutta la tranquillità di 3 anni di garanzia.

Garvan SA120

marzo 10, 2014 Author: admin Category: News, News, News, News, News, News, News  0 Comments

Garvan SA120. E’ arrivato!

Garvan SA120

Garvan SA120 – Solosuono.com

Solosuono.com è entusiasta del nuovo diffusore per esterni Garvan SA120!

Nuovo chassis completamente ridisegnato e nuovi materiali esclusivi per una visione aggiornata degli ormai leggendari diffusori a 360° Made in Italy prodotti da Garvan.

Il nuovo design permette prestazioni acustiche senza pari per un diffusore da esterno, con maggiore estensione verso i bassi grazie alla tecnologia a doppio cono.

Garvan SA120 è il diffusore a 360 gradi hi-end ideale per parchi, giardini e piscine che scelgono di sonorizzare i loro spazi con stile, design e alta qualità audio.

SA120 lo trovate, come tutta la Gamma da esterno Garvan, nelle colorazioni bianco, verde e RAL a richiesta.

Con il nuovo diffusore per esterni Garvan SA120 è possibile un’integrazione totale in giardini, parchi e piscine e la consulenza completa dello staff di Solosuono.com

Per informazioni su SA120 e per tutta la gamma di diffusori per esterni Garvan, Solosuono.com è, come sempre, il vostro punto di riferimento, anche per tutti gli altri diffusori IP da esterno, da incasso filo muro e cartongesso.

Solosuono.com è distributore e rivenditore Garvan e, anche per SA120, offre condizioni specifiche per gli operatori di settore come impiantisti, system integrators, architetti e designers paesaggistici.

Contattaci senza impegno su: info@solosuono.com

 

Bass Reflex

febbraio 24, 2014 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Bass Reflex. Come funziona.

Nell’articolo sul baffle infinito abbiamo visto che un altoparlante genera due onde sonore perfettamente identiche (una anteriormente e una posteriormente), ma opposte fra loro; la sovrapposizione di queste onde determina un annullamento del suono.

Ecco perché un altoparlante viene sempre racchiuso in una cassa (generalmente di legno o di plastica) fissata al cestello: in questo modo le onde emesse posteriormente vengono assorbite all’interno della cassa. L’altoparlante è quindi in grado di produrre vibrazioni davanti a sé, generando il suono, senza che l’aria dietro interferisca con la loro propagazione.

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Tuttavia, la vibrazione prodotta posteriormente dall’altoparlante NON è di fatto un’interferenza o un fastidio, è pur sempre un’onda sonora! Il problema è che questa è in controfase con quella prodotta anteriormente: quindi, concettualmente parlando, si può utilizzare tale vibrazione per “rinforzare” quella anteriore, ma solo se viene messa in fase con essa.

Per poter rifasare il suono posteriore con quello anteriore è sufficiente imporre un ritardo nella sua propagazione, cosicché, quando il cono si sposta in avanti, all’esterno giunga anche l’onda sonora che era stata prodotta una frazione di secondo prima, quando il cono si era spostato all’indietro. Così facendo, il suono non viene annullato (interferenza costruttiva).

Le vibrazioni sonore della zona posteriore vengono riemesse frontalmente per mezzo di un tubo. Ma questa soluzione non è così semplice come sembra: il rifasamento dell’onda è determinato dalla geometria del tubo (chiamato anche “tubo di accordo” o “tubo reflex”), perciò questo deve essere dimensionato adeguatamente in lunghezza, sezione e talvolta anche nella forma, a seconda della frequenza attorno alla quale si vuole raggiungere l’interferenza costruttiva desiderata. Dopo aver compiuto il percorso forzato dal tubo di accordo, l’onda posteriore esce frontalmente dalla cassa, in fase con l’onda frontale generata dal cono. In questo modo l’onda posteriore contribuisce a rinforzare l’onda frontale, migliorando l’efficienza della cassa acustica.

Tubi di accordo bass reflex

Tubi di accordo bass reflex

Esistono numerose tabelle e calcoli per definire le dimensioni e la geometria del tragitto da far percorrere alle onde posteriori: la soluzione più semplice, e la più diffusa, prevede un percorso costituito da un tubo rettilineo. È chiaro che è di fondamentale importanza scegliere un tubo di lunghezza ben precisa, in modo da non fare arrivare l’onda posteriore in controfase troppo presto (anticipo di fase) o troppo tardi (ritardo di fase) rispetto all’onda anteriore. Il primo caso si verifica quando il tubo è troppo corto, mentre nel secondo caso il tubo è troppo lungo.

Le onde sonore per cui va ricercata l’interferenza costruttiva sono quelle a bassa frequenza, perciò questa tecnica utilizzata soprattutto per gli altoparlanti delle basse frequenze (woofer e subwoofer). Infatti, queste sono onde relativamente lente, facili da rifasare, ma sono quelle più importanti, in quanto sono quelle dove si concentra la maggior parte dell’energia sonora e, inoltre, sono difficili da riprodurre a piena potenza.

È proprio per questo che tali casse portano il nome di “Bass reflex”.

 

Bass Reflex

Bass Reflex

 

Il suono emesso dall’altoparlante viene rinforzato con le onde di bassa frequenza, ampliando lo spettro sonoro. In altre parole, all’orecchio dell’ascoltatore giunge un suono più corposo.

Alla prossima!

Ing. Nicolò Melis

Baffle infinito

febbraio 06, 2014 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Baffle infinito. Se l’altoparlante alloggia in una scatola chiusa, le vibrazioni posteriori vengono confinate all’interno del box, un “Baffle infinito”

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Calcolo dell’attenuazione dei cavi

dicembre 19, 2013 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Calcolo dell’attenuazione dei cavi: guida in linea di massima per far comprendere il calcolo dell’attenuazione dei cavi.

Per una trattazione più dettagliata e precisa si rimanda il lettore ai testi specializzati sull’argomento.

Consideriamo un generico schema che rappresenta il collegamento amplificatore-cavo di potenza-casse acustiche.

Si indica con:

  • Rs la resistenza interna dell’amplificatore (trascurabile ai fini dei calcoli);
  • Vi la tensione in uscita dell’amplificatore;

schema_amplificatore

  • Vo la tensione sul carico (altoparlante);
  • RL l’impedenza (resistenza) dell’altoparlante;
  • Rp l’impedenza (resistenza) del cavo di potenza;
  • I la corrente che circola nel cavo.

Si ha che:Formula n_1

la formula dell’attenuazione (α) è data da:

Formula n_2

 

Per definizione, l’attenuazione viene espressa con un numero positivo, per cui un’attenuazione di 3dB corrisponde a α = 3.

Perciò si ha:

Formula n_3

 

La potenza PL sul carico è data dalla:

Formula n_4

 

La potenza totale Pi (fornita dall’amplificatore) è data dalla somma della potenza dissipata dal cavo (PC) con quella che arriva agli altoparlanti (PL).

Formula n_5

 

Sostituendo all’equazione precedente, la potenza sul carico diventa:

Formula n_6

 

Il rapporto tra potenza sul carico e quella fornita dall’amplificatore è:

Formula n_7

 

Abbiamo visto che la perdita di potenza dovuta al cavo è dovuta alla sua resistenza. Perciò, per poter dimensionare il cavo, impongo che la sua resistenza sia minore di quella di perdita, ovvero:

Formula n_8

S espresso in mm2, L in metri, R in Ohm e ρ in Ohm*mm2/m.

Ricordando che Rp = RL ∙ (10α/20 – 1) e ρ = 0,0178 (nel caso del rame), si ha:

Formula n_9

Inoltre:

Formula n_10

 

Poiché il cavo di potenza è bifilare (comprende sia il tratto di andata, dall’amplificatore alla cassa, sia quello di ritorno, dalla cassa all’amplificatore), è da sottolineare che per lunghezza L si intende la lunghezza totale del conduttore, andata + ritorno. Indicando con d la distanza tra l’amplificatore e il diffusore, si ha quindi:

Formula n_11

 

Si riscrivono le formule con il nuovo valore di L.

Formula n_12 Formula n_13 Formula n_14

 

Consideriamo ora un sistema a 100V. In questi sistemi il valore di 100V è riferito alla tensione di uscita dell’amplificatore, Vi .

Abbiamo visto che il rapporto tra potenza sul carico e quella fornita dall’amplificatore è:

Formula n_15

 

Quindi, la potenza disponibile sul carico è data dalla formula:

Formula n_16

Da questa ricaviamo la RL:

Formula n_17

Poiché Rp = RL ∙ (10α/20 – 1), si ha:

Formula n_18

Anche in questo caso, deve essere soddisfatta la condizione:

Formula n_19

Quindi (ricordando che L=2 · d), si ha:

Formula n_20

La corrente che circola nel cavo è:

Formula n_21

 

Nel prossimo articolo mostreremo dei casi applicazione pratica del calcolo dell’attenuazione dei cavi.

A presto!

Ing. Nicolò Melis – Solosuono.com

 

Differenza tra Dolby e DTS – Seconda Parte

novembre 22, 2013 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Differenza tra Dolby e DTS

La differenza sostanziale tra i due sta nel grado di compressione: il Dolby Digital opera una compressione a 16 bit di risoluzione, mentre il DTS utilizza una compressione circa quattro volte meno importante, digitalizzando il segnale a 24 bit

Il Dolby Digital, perciò, presenta un audio con una minore risoluzione, ma occupa minore spazio sul supporto fisico. È grazie a questo “trucco” che l’audio Dolby Digital viene impresso direttamente nella pellicola tra i fori di scorrimento

codifica dolby

Il DTS, invece utilizza una compressione circa quattro volte meno importante rispetto al Dolby Digital, offrendo perciò una qualità audio superiore e migliore fedeltà dell’originale, a scapito della dimensione fisica.

Da qui è facile capire perché il DTS è utilizzato principalmente nelle pellicole destinate nelle sale cinematografiche: per via della sua codifica, le colonne sonore occupano uno spazio troppo grande da poter essere impresse su pellicola, perciò bisogna memorizzarle su un supporto a parte. Questo offre maggior robustezza, poiché, a differenza del supporto aggiuntivo (CD, DVD, Hard Disk, Magneto-Ottico, ecc.), la pellicola tende a rovinarsi con il tempo.

Nel campo dell’Home Cinema, si è reso necessario adottare una compressione più pesante del DTS per poterlo memorizzare nel DVD, perché altrimenti si sarebbe dovuto fornire un ulteriore supporto a parte (CD o DVD) per la colonna sonora del film: improponibile!

Per questo, la compressione del DTS raddoppia: così la differenza tra le tue tecnologie si riduce, rendendo quasi impossibile distinguere ad orecchio l’uno dall’altro.

Oggigiorno, il sistema Dolby Digital risulta essere il più diffuso nell’Home Cinema (DVD).

Dolby-configurazione spaziale

Cos’è il THX ?

novembre 22, 2013 Author: admin Category: Video, Video  0 Comments

THX non è uno standard di codifica audio (come inesattamente considerato da molti), bensì è un certificato di qualità per i sistemi di riproduzione audiovisiva

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Differenza tra Dolby e DTS – Prima Parte

novembre 22, 2013 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Differenza tra Dolby e DTS – Prima Parte. Con l’avvento della stereofonia e in seguito dell’audio multicanale, sono state sviluppate diverse sistemi di codifica audio che permettessero di sfruttare completamente queste tecnologie.La prima società ad occuparsi di questa tematica fu la Dolby Laboratories: vediamo ora, molto sinteticamente, l’evoluzione della tecnologia Dolby, con qualche esempio.

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Audio Multicanale – Seconda Parte

ottobre 29, 2013 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

I sistemi multicanale sono contraddistinti da varie sigle, che indicano il tipo di configurazione spaziale delle casse, in funzione del numero di canali audio utilizzati. Queste sigle si notano nelle copertine dei DVD, e si presentano in questo modo: 2.0, 2.1, 3.0, 5.1, 7.1, ecc..

Ma che cosa significano di preciso?

La prima cifra specifica il numero di canali principali, ciascuno destinato ad essere inviato ad un determinato altoparlante, mentre la seconda indica la presenza di un canale per gli effetti di bassa frequenza (indicati con la sigla LFE, dall’inglese Low Frequency Effects) riprodotti da un altoparlante dedicato, denominato subwoofer.

Quindi con la sigla 1.0 si intende un audio mono, con 2.0 un audio stereo, con 2.1 un audio stereo con canale LFE (subwoofer), e così via.

schema audio 5.1

schema audio 5.1

 

schema audio 7.1

schema audio 7.1

Si può immaginare come gli impianti Home Theater possano avere svariate combinazioni: dal primo esempio di audio multicanale (il dolby surround o 2.0-1), ai più comuni impianti “casalinghi” di tipo 5.1 o 7.1, al 9.2 (con due canali LFE) per i più esigenti, fino ad arrivare alla soluzione più estrema, il 22.2!

 

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Mono o Stereo – Seconda Parte

ottobre 29, 2013 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Indubbiamente, nel confronto tra mono o stereo – seconda parte , la stereofonia è migliore dal punto di vista di coinvolgimento sensoriale, e quindi si potrebbe preferirla alla monofonia, tuttavia il mono non è da buttare via del tutto.

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Audio Multicanale – Prima Parte

ottobre 25, 2013 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Audio Multicanale. Definizioni e implementazioni.

Per audio multicanale si intende la diffusione e/o la registrazione di più flussi sonori (o canali audio), ciascuno dei quali viene riprodotto (o registrato) da un diverso diffusore acustico (o microfono) posizionato nell’ambiente in una posizione specifica.

Audio Multicanale

Audio 5.1 surround sound 3D Multicanale

Per comodità, in questo articolo si parlerà solo della riproduzione: gli aspetti e le modalità di seguito trattate sono validi anche per la registrazione.

Nonostante audio multicanale e stereofonia si basino sullo stesso principio, essi assumono un significato diverso: come detto nella prima parte di questo articolo, per audio stereofonico si intende un audio a due canali; il multicanale, invece, utilizza un numero di flussi sonori maggiore di due.

Si consideri, per esempio, una sala da concerto: essa è progettata in modo tale da far giungere all’orecchio degli ascoltatori anche i suoni che vengono riflessi dalle pareti. L’audio multicanale è pensato apposta per diffondere tali riflessioni tramite altoparlanti disposti lateralmente e posteriormente all’ascoltatore, rendendo l’esperienza uditiva ancora più completa di quella offerta dalla stereofonia (a due canali).

Lo sviluppo dell’audio multicanale  è dovuto all’evoluzione del sistema di codifica audio elaborata dalla Dolby Laboratories e viene impiegato principalmente nel cinema, per enfatizzare le colonne sonore dei film. Infatti, si cerca principalmente di coinvolgere maggiormente lo spettatore, piuttosto che riprodurre il suono con la massima fedeltà possibile.

Nel campo musicale, si è provato ad implementare questa tecnica negli anni settanta, ottenendo la così chiamata quadrifonia, in cui oltre ai due diffusori posti a sinistra e a destra di fronte all’ascoltatore, della stereofonia, si aggiungono altri due diffusori, alle sue spalle sempre uno a destra e uno a sinistra. Questa soluzione però venne abbandonata e si preferì ritornare ad utilizzare la registrazione a due canali (stereo), fino all’avvento dell’Home Theater al giorno d’oggi. Si può comunque riprodurre un audio stereo in un impianto multicanale, ma verranno utilizzati solamente due diffusori, diventando quindi un normale impianto stereo.

Mono o Stereo – Prima Parte

ottobre 25, 2013 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Nella stereofonia sono presenti più flussi informativi sonori, ognuno dei quali è destinato ad essere riprodotto (e/o registrato) da un diverso diffusore acustico, la monofonia invece è la diffusione e l’acquisizione di un’unica informazione sonora, ad esempio registrata da un unico microfono o riprodotta da un solo diffusore.

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Solosuono.com: iniziamo ad ascoltare la musica con un sistema Hi-Fi

Dobbiamo innanzitutto precisare che l’impianto Hi-Fi Audio per eccellenza è esclusivamente quello stereofonico, dedicato, cioè, alla riproduzione dei soli due canali destro e sinistro; negli ultimi anni, si sono andati utilizzando sempre di più a questo scopo impianti Home Theater con audio multicanale, nati principalmente per avere un’esperienza più coinvolgente nella visione dei film nel nostro salotto di casa (il famoso “passo felpato” del dinosauro di Jurassic Park o l’elicottero che ci vola alle spalle). E’ evidente che essendo la musica “tout court” incisa e commercializzata ancora in stereofonia in questo articolo esploreremo solo ed esclusivamente questa tipologia di impianti.

Diciamo subito che spendere tanti soldi per componenti HI-Fi non è il miglior modo per iniziare nella ricerca di una buona riproduzione del suono. Si possono mettere insieme discreti impianti Hi-Fi domestici in grado di dare grandi soddisfazioni senza dover accendere per forza un mutuo. Inoltre se mal assortito un impianto, anche se costosissimo, può riservare anche delle brutte sorprese. Ovviamente con questo non intendo dire che tutti i componenti con alti prezzi di listino non valgano quei soldi o che ci stiano addirittura truffando. Se inizierete col piede giusto e maturerete una vera passione per la riproduzione corretta del suono, avvertirete con il tempo la necessità di approdare a componenti più raffinati e ovviamente più costosi.

 

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Amplificatore Garvan

Passiamo ad individuare quindi i componenti base per mettere insieme un vero impianto Hi-Fi che dia buone soddisfazioni all’ascoltatore. Parliamo dell’amplificatore che è il cuore del sistema. Per iniziare, possiamo optare per l’acquisto di un “amplificatore integrato a stato solido” ovvero un amplificatore che include in un solo chassis la sezione preamplificatrice e quella finale, che adotta dei transistor come finali di potenza e ottimi sistemi di protezione da sovraccarichi dovuti a errato utilizzo o a sviste nei collegamenti. La potenza con queste tipologie di amplificatori non è un problema: già un 75 Watt per canale ha praticamente la possibilità di amplificare quasi tutti i diffusori in commercio.

Per quanto riguarda la sorgente, se la nostra discoteca si basa principalmente sugli ormai classici Compact Disc possiamo concentrarci sulla scelta di un buon lettore CD stereofonico. All’esplorazione dell’analogico potremo dedicarci in un secondo momento.

Con i diffusori acustici abbiamo praticamente concluso l’assemblaggio di quello che potrebbe anche essere l’impianto per noi definitivo. Il discorso sui diffusori è in verità complesso in quanto le tipologie sono molte: diffusori da pavimento, diffusori da stand, diffusori da libreria, reflex, in sospensione pneumatica, altoparlanti monovia, altoparlanti multivia, ecc. Inoltre bisognerebbe poterne ascoltare qualcuno nell’ambiente in cui suoneranno e, se soddisfatti della resa, procedere all’acquisto. Come è immaginabile questo non è sempre possibile quindi anche qui dobbiamo puntare su casse acustiche adeguate sia al tipo di amplificazione che abbiamo scelto che alla grandezza della sala presso cui saranno posizionate.

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Cassa acustica sic216 due vie

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Dettaglio Cross-Over sim213

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Cassa acustica sim313 tre vie Garvan

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A parità di prezzo converrebbe scegliere casse acustiche con un numero limitato di componenti; sia per il costo degli altoparlanti stessi sia per la maggiore semplicità costruttiva e progettuale: ad esempio un due vie, comprendente un tweeter per i suoni acuti e un woofer per i medio-bassi, per una normale stanza di 4 x 3 metri, dovrebbe garantire una buona insonorizzazione. All’aumentare della superficie della stanza si potrà puntare su un 3 vie – un tweeter, un medio e un woofer per suoni più bassi – preferibilmente con una maggiore dimensione in volume e quindi con la capacità di creare un maggior impatto alle basse frequenze che altrimenti si disperderebbero più facilmente nell’ambiente.

Questo articolo è stato scritto in collaborazione per HifiPrestige.it

Casse acustiche

maggio 20, 2013 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Casse acustiche? Il mondo del suono!

Le casse acustiche sono tutti quei dispositivi elettronici che ci permettono, dato un segnale elettrico in ingresso, di trasformare l’elettricità in suono. Questo tipo di dispositivo è anche detto trasduttore (Wikipedia).

Le casse acustiche si dividono essenzialmente nelle seguenti categorie:

Magnetodinamiche: sono le casse acustiche più utilizzate nonché la tecnica costruttiva utilizzata nei prodotti proposti da SoloSuono. Questi diffusori sono quelli impiegati per la realizzazione di impianti home theatre (Wikipedia).

– Elettrostatiche: una membrana viene fatta vibrare da un campo elettrico generato da due griglie. Questi diffusori acustici sono utilizzati per riprodurre i toni medio alti e vengono considerati da molti il miglior sistema di riproduzione acustico. Questo diffusore però porta con se numerosi svantaggi come l’ingombro del sistema al quale va affiancato un altoparlante per i toni medio-bassi e il punto di ascolto ottimale che, rispetto ai diffusori acustici tradizionali, è in uno spazio assai limitato.

– Elettrodinamiche/isodinamica: il campo magnetico che muove la membrana del diffusore è generato da magneti permanenti posizionati lungo tutta la sua superficie. All’interno della membrana del diffusore è posizionato un filamento metallico in cui passa l’elettricità che genera il campo magnetico necessario al suo funzionamento.

 Al plasma: generalmente è un tweeter costituito da una piccola scarica elettrica pilotata in aria libera. In teoria sarebbe possibile realizzare toni medio/bassi anche se di fatto le dimensioni e l’intensità della scarica diverrebbero così elevate da non permetterne un utilizzo in sicurezza! (Wikipedia)

– Piezoelettrici: questi trasduttori utilizzano la piezoelettricità per convertire un segnale elettrico in un onda acustica, ovvero la capacità del materiale di deformarsi al passaggio dell’elettricità (Wikipedia).

Casse Acustiche, quale scegliere?

Concludendo, fatta eccezione degli appassionati che apprezzano in particolar modo le caratteristiche meccaniche di un diffusore, per la maggior parte delle condizioni di ascolto si consiglia di acquistare delle casse acustiche magnetodinamiche perché sono quelle che risentono meno delle caratteristiche ambientali, danno una maggiore resa in pressione acustica e sono meno delicate.

SoloSuono è specializzata nella progettazione e nella realizzazione di impianti acustici e impianti home theatre che utilizzano casse audio design oppure diffusori da incasso a parete. Nel sito potrai visionare i migliori diffusori acustici Garvan nonché la photo-gallery delle installazioni realizzate.

tipologie delle casse audio proposte da SoloSuono.ocm

tipologie dei diffusori acustici proposti da SoloSuono.ocm

Immagini: tipi di casse acustiche

Casse audio elettrostatiche

Diffusore acustico elettrostatico.

Cassa audio magnetodinamica

Cassa audio magnetodinamica

Cassa acustica al plasma

Cassa acustica: tweeter al plasma

diffusore acustico isodinamico

diffusore acustico isodinamico

Come è fatto e come funziona un altoparlante?

marzo 25, 2013 Author: Andrea Marco Bonino Category: Impianti, Impianti, Impianti, Impianti, Impianti, Impianti, Impianti, Impianti, Impianti, Impianti, Impianti, Impianti, Impianti, Impianti, Impianti, Impianti, Impianti  0 Comments

Analizzeremo in seguito come è fatto e come funziona un altoparlante.

L’altoparlante è il dispositivo che converte il segnale elettrico in onde sonore. Il suono è generato da una serie di compressioni e decompressioni dell’aria. Esistono varie tipologie di altoparlanti ma qui vedremo come è fatto un magnetodinamico, che è in assoluto il sistema più diffuso.

Un magnete permanente [1] genera un campo magnetico nel quale è immersa una bobina mobile [6], collegata al cono dell’altoparlante [5]. Quando alla bobina viene applicato un segnale elettrico, il campo elettromagnetico che si genera la fa muovere permettendo al cono di comprimere e decomprimere l’aria circostante producendo un’onda sonora. Per una buona riuscita di un progetto di altoparlante, tutta la parte mobile deve essere molto leggera mentre quella fissa, cestello in primis, deve essere molto rigido.

esploso di altoparlante

esploso di altoparlante – come funziona un altoparlante?

I componenti principali di un altoparlante sono:

1 – magnete permanente.

2 – Cestello di supporto.

3 – Spider, sospensione inferiore del cono e supporto bobina mobile.

4 – Sospensione elastica che permette al cono di muoversi.

5 – cono dell’altoparlante.

6 – Bobina mobile.

Il cono rappresentato in figura è la forma base che consente di riprodurre le basse e medie frequenze di quasi tutti gli altoparlanti, talvolta può essere piatto o a forma di cupola (altoparlante per alte frequenze). I materiali impiegati nella realizzazione sono vari, la carta è più usato ma viene sempre più spesso affiancata da composti sintetici e compositi, ne esistono di kevlar, fibra di vetro, vari materiali plastici, alluminio e la lista non si esaurisce qui.

Range di frequenze:

Non essendo ancora possibile costruire un altoparlante che riesca a riprodurre bene l’intera gamma di frequenze udibili, si costruiscono altoparlanti ottimizzati per una porzione della banda udibile.
Vengono generalmente suddivisi cosi’ :

Subwoofer (frequenze bassissime, solitamente al di sotto dei 120 Hz)

Woofer (frequenze basse – da 120 Hz a 2 KHz)

Midrange (frequenze medie – dai 2 fino a 6/10 KHz)

Tweeter (frequenze alte – fino a 15-18 KHz)

Esistono modelli definiti full-range che cercano , con un uniico altoparlante, di coprire la maggiore estensione possibile di frequenze, ma normalmente il numero minimo di altoparlanti per una buona resa sono 2 (mid-woofer e tweeter) che vengono poi affiancati da un subwoofer per una resa completa.. Esistono altoparlanti coassiali costituiti da un woofer e un tweeter in un cestello unico che sembrano singoli ma sono effettivamente a due vie, un’ottima soluzione per ridurre gli ingombri.

 

Come scegliere la potenza delle casse acustiche?

marzo 07, 2013 Author: Andrea Marco Bonino Category: Senza categoria  0 Comments

Come orientarsi per la scelta della potenza delle casse acustiche?

casse acustiche in fiamme

Quando si acquistano un paio di casse acustiche, si deve verificare che la loro potenza sia in giusto rapporto con quella dell’amplificatore e che sia gestibile in regime continuo. La potenza delle casse acustiche è misurata in Watt. Una cassa da 80W rms raramente tollera più di 50-60W di potenza continua. Sono tollerabili solo per brevissimi istanti picchi di potenza di 80W. Comunque, è sempre meglio rispettare un certo margine di sicurezza anche per casse di ottima marca e fattura. Per un amplificatore a 2 canali per 60W, ogni cassa dovrà tollerare dai 80 ai 100W continui. Vale un discorso analogo in senso opposto: una cassa da 200W rms diventa un carico troppo “pesante” per un piccolo amplificatore da 20W per canale. La regola aurea dà l’amplificatore di un 20-30% inferiore rispetto alla potenza dei diffusori.

L’impedenza delle casse acustiche:

Per un corretto abbinamento delle casse acustiche con l’amplificatore è necessario tener conto non solo della potenza, ma anche dell’impedenza. L’impedenza delle casse acustiche è misurata in ohm (Ω).

La maggior parte degli amplificatori possono funzionare con carichi di impedenza compresi tra i 4 e gli 8 ohm Ω. Le casse più diffuse in ambito domestico hanno un’impedenza di 8 ohm Ω, tanto più che gli amplificatori forniscono spesso ottime prestazioni con questo carico. Quando vi decidete all’acquisto, controllate le caratteristiche tecniche dcl vostro amplificatore, relative all’impedenza ma soprattutto non collegate casse acustiche con un valore di impedenza minore rispetto a quella supportata dall’amplificatore.

Installazioni Professionali

Al di fuori delle formule classiche, ci sono diffusori di concezione diversa, sistemi multi vie con amplificazione separata per ognuna delle bande di frequenza. Con questo sistema gli altoparlanti delle diverse frequenze, vengono pilotati da un diverso amplificatore, progettato o regolato per servire la banda di frequenza che compete a ciascuno degli altoparlanti.

 

Anatomia delle casse acustiche.

marzo 07, 2013 Author: Andrea Marco Bonino Category: Senza categoria  0 Comments

Il contenitore delle casse acustiche ha una grandissima importanza: deve essere molto rigido e assolutamente privo di vibrazioni (ad esempio quando si posa su di esso una mano).

Esistono diversi sistemi per la costruzione delle casse acustiche, i più diffusi sono:

Le casse acustiche con bass-reflex

Dette anche labirinto acustico ecc., hanno un rendimento elevato, ma hanno anche una maggiore probabilità di inserire armoniche non volute. Necessitano quindi di una delicata messa a punto e progettazione e per questo motivo sono generalmente più costose.

Le casse acustiche chiuse o in sospensione pneumatica

o a baffle infinito, non sono molto diffuse: hanno meno rendimento rispetto alle casse acustiche con bass reflex, ma presentano il vantaggio di attenuare la distorsione degli altoparlanti migliorandone lo smorzamento. Inoltre, sono molto meno voluminose delle casse acustiche con bass-reflex.

Esploso cassa acustica garvanCassa_stilizzata

Lo smorzamento

È un parametro fondamentale: se un impulso di breve durata eccita la bobina mobile di un altoparlante, la sua membrana si mette in movimento per poi tornare in posizione di riposo. Se l’altoparlante e ben smorzato, non si creano oscillazioni parassite. In caso contrario, la membrana continuerà a oscillate introducendo nel segnale frequenze spurie.

Queste frequenze spurie tendono a “colorare” il suono e compromettono la fedeltà del sistema.

Conclusioni

Non basta montare gli altoparlanti e dei filtri all’interno delle casse acustiche per ottenere dei buoni risultati, occorre anche effettuare una perfetta messa in fase dei coni, tenendo conto delle bande di frequenza assegnate a ciascun altoparlante. La messa in fase degli altoparlanti tra loro è molto delicata, per questo che i migliori costruttori investono ingenti somme per la preparazione di camere anecoidi (prive, cioè, di qualsiasi riverbero) all’interno delle quali vengono effettuati i test, assolutamente indispensabili per una perfetta messa a punto delle casse acustiche.

Cassa Acustica Bass Reflex

Progetto di una cassa acustica in bass-reflex per basse frequenze.

Considerazioni su i diffusori acustici – tipologie.

marzo 10, 2012 Author: admin Category: Audio, Audio, Audio, Audio, Audio, Audio, Audio, Audio, Audio, Audio, Audio, Audio, Audio, Audio, Audio, Audio, Audio, Audio, Audio, Audio, Audio, Audio, Audio, Audio, Audio  0 Comments

Diffusori Acustici WooferI diffusori acustici sono il componente più critico in un sistema di riproduzione hi-fi, sopratutto perché ci hanno abituato a considerarle solo per i dati di targa quale la potenza massima e il fattore puramente estetico. Tralasciando quest’ultimo che è decisamente soggettivo ed irrilevante ai fini dell’ascolto (molto meno rilevante per l’occhio o per la moglie) vediamo di concentrarci sulla qualità del suono. Uno stesso suono viene riprodotto in modo molto differente da vari modelli e marche di diffusori, inoltre anche la sola posizione di questi e quella dell’ascoltatore influiscono tantissimo e fare una scelta diventa un dubbio amletico!

Di seguito alcune considerazioni per avere un’idea più precisa, ricordandoci che un diffusore acustico e’ l’insieme di uno o più altoparlanti e del contenitore che ospita il tutto.

I diffusori acustici: le vie

Innanzitutto la distinzione degli altoparlanti: Abbiamo il tweeter che è il più piccolo di tutti e si occupa di riprodurre i suoni più acuti, il mid-range che si occupa di riprodurre le frequenze medie come ad esempio la voce, il woofer che si occupa delle basse frequenze, il mid-woofer molto diffuso nei sistemi a due vie che copre sia le medie che le basse frequenze ed il sub-woofer che si occupa di riprodurre i suoni bassissimi e necessita di un notevole diametro e cassa di risonanza.

Normalmente la distinzione in categorie si basa sul numero delle “vie”, che sono fondamentalmente il numero di altoparlanti che riproducono le varie frequenze udibili dall’orecchio umano.

In commercio ci sono sistemi monovia, che ad eccezione di alcuni casi di costruzioni molto particolari, sono normalmente di bassa qualità.

Sistemi a due vie che se di dimensioni accettabili, ben progettati, e possibilmente accoppiati ad un sub-woofer per riprodurre anche le frequenze più basse sono il miglior modo di implementare un impianto hi-fi nelle nostre case oggi.

Ed infine i sistemi a tre vie che oggigiorno stanno passando in secondo piano per i loro ingombri troppo elevati in rapporto ai possibili vantaggi di un sistema a due vie più sub-woofer.

Attenzione che un diffusore con tre, quattro piccoli mid-woofer e magari un tweeter, non sono assolutamente sistemi multivia ma solo un accorgimento tecnico per minimizzare le dimensioni dei diffusori.

I diffusori acustici: conclusioni

Ora che abbiamo un’infarinatura sulle tipologie di diffusore come orientare la nostra scelta? Sicuramente evitando le promesse impossibili da mantenere. Un diffusore monovia dal costo moderato, uno a due o piu’ vie di basso costo magari esteticamente validi e con dati di targa ‘interessanti’ o sistemi con piccolissimi satelliti e sub-woofer che promettono un suono di grande qualità ma poi all’ascolto si rivelano estremamente poveri nelle frequenze medio basse si riveleranno col tempo un acquisto non molto oculato.

Per il momento e’ tutto, la prossima volta parleremo dell’importanza del contenitore, dei materiali di cui può essere composto e di come questo si riflette sulla qualità del suono.

Diffusori acustici Bookshelf Garvan

Diffusori acustici bookshelf

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