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Come si posizionano i Diffusori Acustici di un Home Theater 5.1 e 7.1

agosto 28, 2014 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Negli articoli che riguardano l’audio “multicanale” (Prima e Seconda parte) abbiamo accennato ad alcuni aspetti dei sistemi Home Theater (HT) 5.1 e 7.1, mentre in questo articolo tratteremo in modo specifico il posizionamento dei diffusori Acustici del vostro sistema Home Theater.

Innanzitutto, è bene ricordare che il centro nevralgico del sistema Home Theater è la testa dell’ascoltatore, (e non il divano…!)Diffusori Acustici per Home Theater

Il diffusore centrale

Il diffusore centrale diffonde i dialoghi vocali e intensifica gli effetti sonori riprodotti dagli altri altoparlanti (specialmente quelli dei diffusori laterali).
Il diffusore centrale deve essere, come suggerisce il suo nome, centrato con lo schermo e può essere collocato sopra o sotto di esso, purché sia posizionato all’altezza delle orecchie dello spettatore.
Nel caso in cui si utilizzi un proiettore, lo schermo è sempre molto grande ed è difficile posizionare l’altoparlante centrale all’altezza dell’orecchio.
In questo caso, la soluzione migliore risulta  installare dei diffusori ad incasso sia per l’altoparlante  centrale sia per i diffusori laterali da posizionare alla giusta altezza dietro ad un classico schermo fono-trasparente da proiezione.

Collocamento diffusori acustici home theaterDiffusori acustici frontali

I diffusori frontali laterali, invece, hanno il compito di diffondere i sottofondi musicali, gli effetti sonori e tutti quei dettagli che danno la percezione di trovarsi all’interno della scena. Il posizionamento ideale di questi diffusori dipende dalla distanza che separa l’ascoltatore dallo schermo: le distanze tra i due diffusori acustici e la distanza fra ciascun diffusore e lo spettatore deve essere uguale affinché il triangolo immaginario formato dalle due casse frontali e la testa dello spettatore sia un triangolo equilatero. In questo modo, le casse saranno inclinate di 60° rispetto alla parete dello schermo.
Infine, e questo è molto importante, anche questi diffusori devono essere posizionati all’altezza delle orecchie dell’ascoltatore, affinché i suoni a frequenze più alte possano essere captate con una buona direttività.

Diffusori acustici laterali posteriori

Diffusori acustici posterioriI diffusori laterali posteriori svolgono una funzione analoga a quella dei diffusori laterali frontali e devono essere posizionati perpendicolarmente ai lati dello spettatore e leggermente più in alto rispetto alle sue orecchie, questo per enfatizzare l’effetto surround.

Nei sistemi Home Theater 7.1, è presente un’ulteriore coppia di diffusori acustici posteriori: questi diffusori integrano la funzione dei diffusori laterali posteriori, arricchendone gli effetti sonori e si devono collocare alle spalle dell’ascoltatore e vanno direzionati verso di esso.

Subwoofer

Il subwoofer è il diffusore dedicato per la riproduzione dei suoni a bassa frequenza. Dato che le basse frequenze non si espandono in modo direttivo, non c’è bisogno di orientare il subwoofer verso l’ascoltatore, né di posizionarlo all’altezza delle orecchie, può essere collocato a terra in qualsiasi punto della stanza. L’unico accorgimento da adottare è quello di non mettere il subwoofer in un angolo, altrimenti si genera un rimbombo di bassi che compromette la nitidezza del suono riprodotto complessivamente dal sistema Home Theater.

Un trucco il posizionamento del subwoofer (per i più esigenti) consiste nel piazzare il subwoofer al posto dello spettatore e cercare, muovendosi per la stanza, il punto in cui i bassi si percepiscono più corposi: questo sarà il punto dove poter mettere il subwoofer per una resa migliore!

Grazie alla loro linea così elegante e compatta, i subwoofer Garvan non hanno problemi a mettersi in mostra, anzi, è un vero peccato nasconderli!!!

Il design e la raffinatezza di un Subwoofer Compatto

 

Home Theater Dolby Atmos

agosto 27, 2014 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Nell’arco degli anni abbiamo si è potuto notare che nelle configurazioni degli impianti home theater si sono aggiunti sempre più elementi per raggiungere un’esperienza sonora sempre più vicina alla realtà.
Già con il sistema 7.1 e i 9.2 si pensava di essere arrivati alla soluzione ottimale, tant’è che non sono stati implementati ulteriori sviluppi per molto tempo.

Fino all’avvento di Dolby Atmos, con i sistemi home theater in configurazione 5.1, 7.1 e 9.2, la sensazione di spazialità era percepita attraverso gli altoparlanti posti lateralmente e dietro lo spettatore: i suoni che provengono da dietro la scena venivano riprodotti dai diffusori acustici posizionati dietro lo spettatore mentre i suoni d’ambiente e le colonne sonore dai diffusori acustici laterali e da quelli frontali.schema 7.1.4 per sistemi Dolby Atmos

Per completare il coinvolgimento sonoro, la Dolby ha pensato di rompere le frontiere del suono, aggiungendo ulteriori canali per riprodurre i suoni provenienti dall’alto mediante altoparlanti installati sul soffitto: in genere si utilizzano quattro diffusori acustici, ma nelle sale cinematografiche di ultima generazione sono molti di più.

In questo modo l’esperienza uditiva risulta davvero tridimensionale: ad esempio lo spettatore potrà sentire il rumore della pioggia provenire proprio da sopra la sua testa.

Il sistema che permette di ottenere questa tridimensionalità si chiama Dolby Atmos.

Dolby Atmos ha fatto il suo ingresso nelle sale cinematografiche nel giugno 2012 e più precisamente alla prima del film “Ribelle – The Brave”. Tra il 2012 e il 2013, Dolby Atmos venne utilizzato anche in altri film, quali “Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato”, “Vita di Pi” e “Iron Man 3”

Per quanto riguarda l’Italia, la prima sala cinematografica attrezzata con un impianto Dolby Atmos è stata il Multicinema Hollywood di Gela.

Dolby-Atmos-soundsystem-SK-GatewayDiffusori Acustici schema di posizionamento Dolby Atmos

Questo sistema sopporta fino a 128 canali (invece dei “soli” 6 o 8 canali tipici dei sistemi 5.1 o del 7.1). La particolarità di Dolby Atmos è che non si tratta di un mixaggio audio per un determinato numero di canali (o altoparlanti) in post-produzione, ma utilizza al meglio i diffusori acustici già esistenti nella sala o nel proprio home theater per permettere la precisa localizzazione degli effetti sonori in ogni punto della stanza. Questo significa che Atmos permette la riproduzione audio sia nei grandi impianti delle sale cinematografiche, che nel salotto di casa con un “semplice” 5.1, purché dotati di un sintoamplificatore che supporti il sistema Dolby Atmos.

Come predisporre un Home Cinema Dolby Atmos

Le configurazioni possibili sono: 5.1.4, 7.1.2 e 7.1.4, in cui abbiamo 5 o 7 canali “tradizionali”, un subwoofer e 2 o 4 canali “a soffitto”.

Se si possiede già un impianto home cinema 5.1 non sarà necessario sostituire i diffusori già esistenti ma basterà aggiungere i diffusori a soffitto e dotarsi di un sinto-amplificatore che supporti la codifica Dolby Atmos.

Per poter vedere, o meglio, “vivere” un film con Dolby Atmos sono necessari un qualsiasi lettore Blu-Ray attualmente in commercio (il sistema Atmos è supportato solo dai dischi Blu-Ray),  Onkyo, al solito, è avanti! Gli attuali TX-NR636/737/838, avranno la grande possibilità di poter essere aggiornati a Dolby Atmos a partire da Settembre, con l’arrivo dei primi film in Blue Ray Dolby Atmos!

Per quanto riguarda i diffusori acustici a soffitto, SoloSuono.com propone dei diffusori acustici a basso impatto visivo che possono essere installati su qualsiasi tipo di soffito (cartongesso, muratura, legno ecc.).

Questi diffusori sono invisibili e possono essere installati ad incasso!

I diffusori possono essere visionati anche sul nostro catalogo on-line.

Per ulteriori informazioni sui nostri prodotti e per ricevere una soluzione personalizzata potete contattarci al nostro numero verde:

numero verde solosuono.com 800747752

Schemi di configurazione di un sistema Dolby Atmos

dolby-atmos-home-speaker-setup dei diffusori

 

Come creare un Ambiente Home Theater perfetto…

giugno 30, 2014 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Dopo aver visto come posizionare i diffusori dell’impianto Home Theater, è il caso di dare il giusto rilievo anche all’ambiente Home Theater ovvero dove il vostro impianto HT verrà collocato: vedremo a seguire come si potrebbe allestire una stanza per l’home cinema al fine di ottenere una resa acustica il più soddisfacente possibile.

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Per prima cosa dobbiamo fare attenzione alla scelta della stanza dove installare il nostro impianto l’Home Theater. Sono da evitare stanze che presentano strutture spioventi, come mansarde e soppalchi dato che queste strutture possono ostacolare l’audio riprodotto dall’impianto, deviando le onde sonore verso il basso e rendendo così la sua diffusione non uniforme (talvolta causando disagi a coloro che abitano nel piano sottostante).

È anche da evitare la stanza di forma perfettamente quadrata dato il rimbalzo costante e simmetrico che le onde sonore provocherebbero sulle pareti generando delle onde stazionarie oppure le stanze che hanno una dimensione esattamente il doppio dell’altra.

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Una stanza priva di questi impedimenti è ideale per un impianto Home Theater.

Individuata la stanza che ospiterà l’impianto Home Theater, occorre adottare dgli accorgimenti soprattutto per quanto riguarda l’arredamento che sono determinanti al fine di ottenere una buona resa acustica.

Innanzi tutto una stanza “spoglia” non va bene. Le pareti, infatti, riflettono le onde sonore interferendo con quelle dirette, emesse dai diffusori acustici dando all’ascoltatore la sensazione che i dialoghi e/o la colonna sonora del film che si sta guardando non siano nitidi come si vorrebbe. Si può fare un semplice test per provare l’acustica all’interno della stanza: provate a battere le mani, se sentite un riverbero o una leggera eco, allora le pareti stanno riflettendo le onde sonore, se il suono dello schiocco è secco avremo probabilmente una buona acustica.

Una prima soluzione, per impedire che le pareti riflettano le onde sonore, potrebbe essere quella di rivestire i muri con materiali fonoassorbenti (di fatto, si insonorizza la stanza): oltre a migliorare l’acustica all’interno della sala, limita il disturbo che si può arrecare all’esterno.

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L’unico svantaggio che questa soluzione può comportare è il costo, specie se si utilizzano prodotti insonorizzanti di qualità professionale.

Esistono tuttavia molte soluzioni intermedie come appendere delle tende spesse che oltre ad assorbire le onde sonore riflesse, riescono a bloccare la luce proveniente dall’esterno, rendendo la visone del film più confortevole: per questo motivo è fondamentale che la tonalità di colore delle tende sia abbastanza scura.

Se disponete di molti libri, un’ottima idea è quella di sistemare delle librerie lungo le pareti. Infatti, la disposizione irregolare dei libri aiuta l’assorbimento delle onde sonore.

Un altro elemento di rilevante importanza che non va assolutamente trascurato sono i tappeti. Le onde sonore vengono riflesse anche dal pavimento, non solo dalle pareti e dal soffitto, per cui è consigliabile mettere dei tappeti vicini alle casse (meglio se si utilizzano quelli “a pelo lungo”). I tappeti infatti assorbiranno le onde riflesse ai piedi degli diffusori acustici oltre ad assorbire le onde stazionarie che si propagano all’interno della stanza.

Inoltre, posizionare degli oggetti intorno alla stanza, quali tavoli, sedie e altri mobili, è sempre vincente: ricordate che più oggetti sono presenti nella stanza, più verranno bloccate le riflessioni sonore, ottenendo una sonorità nitida e piacevole.

 

Attenzione, però! Tali oggetti devono assorbire le onde riflesse e non quelle provenienti direttamente dai diffusori acustici, per cui evitate di piazzare qualsiasi tipo di oggetto fra l’ascoltatore e le casse acustiche del vostro impianto Home Theater!

Diffusori acustici monovia e diffusori acustici multivia

giugno 03, 2014 Author: admin Category: News, News, News, News  0 Comments

Questo breve articolo spiegherà in breve la differenza tra le diverse tipologie di diffusori acustici.

I termini “monovia” e “multivia” indicano fondamentalmente se in un altoparlante è installato un unico diffusore oppure più d’uno.

Diffusori acustici monovia

Per diffusore acustico monovia si intende un diffusore fornito di un unico altoparlante che, quindi, dovrà diffondere sia le basse frequenze, sia quelle alte. Ѐ chiaro che tale diffusore deve essere progettato sia per vibrare agevolmente in alta frequenza sia per spostare i grandi volumi d’aria necessari per riprodurre i suoni alle basse frequenze. Questi diffusori acustici vengono chiamati per questo “larga banda” e sono generalmente costituiti da un altoparlante con un diametro generoso (richiesto per riprodurre le basse frequenze) che allo stesso tempo necessita di una massa piuttosto leggera (caratteristica necessaria per riprodurre le alte frequenze).

garvan sb513 diffusore canale centrale home theatre in configurazione d'appolitoDiffusori acustici multivia

I diffusori acustici multivia, invece, sono costituiti da più altoparlanti. Ogni altoparlante riproduce un intervallo di frequenze complementare a quello degli altri altoparlanti del diffusore.

Gli altoparlanti, dovendo riprodurre uno spettro sonoro limitato rispetto ad un diffusore banda larga, non saranno identici fra loro ma il diffusore adotterà altoparlanti specifici per la frequenza che compete a ciascuno di essi.

Solitamente gli altoparlanti si dividono in tipologie associate alla frequenza da riprodurre: tweeter, midrange, woofer e subwoofer.

All’interno dei diffusori acustici, la ripartizione delle frequenze ai vari altoparlanti viene effettuata da un apposito dispositivo elettronico: il filtro crossover che “smista” il segnale audio proveniente dall’amplificatore suddividendolo in base frequenze (alte, medie e basse) affinché ogni altoparlante del diffusore acustico riceva il range di frequenze per cui è stato progettato.

Garvan 3 vie con crossover - retro

Questo tipo di diffusore è largamente impiegato sia sistemi Home Theatre sia per l’ascolto Hi-End.

Un caso particolare di “multivia” è quello dei diffusori acustici a due vie. Come suggerisce il termine, questo diffusore presenta solo due altoparlanti: un tweeter per diffondere le alte frequenze e un woofer per le frequenze più basse. Il diffusore a due vie rappresenta un ottimo compromesso per la maggior parte degli ascoltatori e degli impieghi; è infatti comunemente utilizzato negli impianti Hi-Fi domestici.

Il vantaggio dei sistemi multivia è quello di poter riprodurre uno spettro sonoro completo che, nel monovia, risulterebbe essere limitato. In un diffusore acustico multivia avremo un’ottima risposta sia nei toni bassi che in quelli acuti, senza subire cali di sensibilità.

Per disporre correttamente gli altoparlanti dei diffusori acustici multivia, spesso si fa ricorso alla così detta “configurazione D’Appolito”, dal nome di colui che per primo ha realizzato tale sistema, Joseph D’Appolito.

Garvan 3 vie - esploso - diffusori acustici in configurazione d'appolitoLa disposizione classica riguarda un diffusore a tre vie e consiste nell’inserimento sullo stesso asse verticale di due midrange con in mezzo un tweeter (questa configurazione viene indicata con la sigla MTM).

Grazie a questo posizionamento, la dispersione sonora verticale è uniforme, senza alterazioni, mentre la direzionalità sul piano orizzontale è dovuta alla larghezza del diffusore.

La frequenza di taglio del filtro crossover cambia al variare della distanza calcolata dal centro del midrange e il centro del tweeter: a una determinata distanza tra il midrange e il tweeter corrisponde una determinata frequenza di crossover (e viceversa), data dalla seguente formula.

Formula per configurazione d'apposito

Dove f è la frequenza di crossover, d è la distanza midrange-tweeter (espressa in metri) e v è la velocità del suono (340 m/s).

Questa formula fornisce solo un’indicazione di massima sulla relazione tra la frequenza di crossover e la distanza tra gli altoparlanti: per dimensionare correttamente un filtro crossover si rimanda il lettore a testi più specifici.

Garvan 2 vie - esploso - diffusori acustici incasso a pareteLa configurazione D’Appolito può essere adottata anche per diffusori acustici a cinque vie (come nei diffusori Garvan della serie 513).

Bass Reflex

febbraio 24, 2014 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Bass Reflex. Come funziona.

Nell’articolo sul baffle infinito abbiamo visto che un altoparlante genera due onde sonore perfettamente identiche (una anteriormente e una posteriormente), ma opposte fra loro; la sovrapposizione di queste onde determina un annullamento del suono.

Ecco perché un altoparlante viene sempre racchiuso in una cassa (generalmente di legno o di plastica) fissata al cestello: in questo modo le onde emesse posteriormente vengono assorbite all’interno della cassa. L’altoparlante è quindi in grado di produrre vibrazioni davanti a sé, generando il suono, senza che l’aria dietro interferisca con la loro propagazione.

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Tuttavia, la vibrazione prodotta posteriormente dall’altoparlante NON è di fatto un’interferenza o un fastidio, è pur sempre un’onda sonora! Il problema è che questa è in controfase con quella prodotta anteriormente: quindi, concettualmente parlando, si può utilizzare tale vibrazione per “rinforzare” quella anteriore, ma solo se viene messa in fase con essa.

Per poter rifasare il suono posteriore con quello anteriore è sufficiente imporre un ritardo nella sua propagazione, cosicché, quando il cono si sposta in avanti, all’esterno giunga anche l’onda sonora che era stata prodotta una frazione di secondo prima, quando il cono si era spostato all’indietro. Così facendo, il suono non viene annullato (interferenza costruttiva).

Le vibrazioni sonore della zona posteriore vengono riemesse frontalmente per mezzo di un tubo. Ma questa soluzione non è così semplice come sembra: il rifasamento dell’onda è determinato dalla geometria del tubo (chiamato anche “tubo di accordo” o “tubo reflex”), perciò questo deve essere dimensionato adeguatamente in lunghezza, sezione e talvolta anche nella forma, a seconda della frequenza attorno alla quale si vuole raggiungere l’interferenza costruttiva desiderata. Dopo aver compiuto il percorso forzato dal tubo di accordo, l’onda posteriore esce frontalmente dalla cassa, in fase con l’onda frontale generata dal cono. In questo modo l’onda posteriore contribuisce a rinforzare l’onda frontale, migliorando l’efficienza della cassa acustica.

Tubi di accordo bass reflex

Tubi di accordo bass reflex

Esistono numerose tabelle e calcoli per definire le dimensioni e la geometria del tragitto da far percorrere alle onde posteriori: la soluzione più semplice, e la più diffusa, prevede un percorso costituito da un tubo rettilineo. È chiaro che è di fondamentale importanza scegliere un tubo di lunghezza ben precisa, in modo da non fare arrivare l’onda posteriore in controfase troppo presto (anticipo di fase) o troppo tardi (ritardo di fase) rispetto all’onda anteriore. Il primo caso si verifica quando il tubo è troppo corto, mentre nel secondo caso il tubo è troppo lungo.

Le onde sonore per cui va ricercata l’interferenza costruttiva sono quelle a bassa frequenza, perciò questa tecnica utilizzata soprattutto per gli altoparlanti delle basse frequenze (woofer e subwoofer). Infatti, queste sono onde relativamente lente, facili da rifasare, ma sono quelle più importanti, in quanto sono quelle dove si concentra la maggior parte dell’energia sonora e, inoltre, sono difficili da riprodurre a piena potenza.

È proprio per questo che tali casse portano il nome di “Bass reflex”.

 

Bass Reflex

Bass Reflex

 

Il suono emesso dall’altoparlante viene rinforzato con le onde di bassa frequenza, ampliando lo spettro sonoro. In altre parole, all’orecchio dell’ascoltatore giunge un suono più corposo.

Alla prossima!

Ing. Nicolò Melis

Baffle infinito

febbraio 06, 2014 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Baffle infinito. Se l’altoparlante alloggia in una scatola chiusa, le vibrazioni posteriori vengono confinate all’interno del box, un “Baffle infinito”

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Calcolo dell’attenuazione dei cavi

dicembre 19, 2013 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Calcolo dell’attenuazione dei cavi: guida in linea di massima per far comprendere il calcolo dell’attenuazione dei cavi.

Per una trattazione più dettagliata e precisa si rimanda il lettore ai testi specializzati sull’argomento.

Consideriamo un generico schema che rappresenta il collegamento amplificatore-cavo di potenza-casse acustiche.

Si indica con:

  • Rs la resistenza interna dell’amplificatore (trascurabile ai fini dei calcoli);
  • Vi la tensione in uscita dell’amplificatore;

schema_amplificatore

  • Vo la tensione sul carico (altoparlante);
  • RL l’impedenza (resistenza) dell’altoparlante;
  • Rp l’impedenza (resistenza) del cavo di potenza;
  • I la corrente che circola nel cavo.

Si ha che:Formula n_1

la formula dell’attenuazione (α) è data da:

Formula n_2

 

Per definizione, l’attenuazione viene espressa con un numero positivo, per cui un’attenuazione di 3dB corrisponde a α = 3.

Perciò si ha:

Formula n_3

 

La potenza PL sul carico è data dalla:

Formula n_4

 

La potenza totale Pi (fornita dall’amplificatore) è data dalla somma della potenza dissipata dal cavo (PC) con quella che arriva agli altoparlanti (PL).

Formula n_5

 

Sostituendo all’equazione precedente, la potenza sul carico diventa:

Formula n_6

 

Il rapporto tra potenza sul carico e quella fornita dall’amplificatore è:

Formula n_7

 

Abbiamo visto che la perdita di potenza dovuta al cavo è dovuta alla sua resistenza. Perciò, per poter dimensionare il cavo, impongo che la sua resistenza sia minore di quella di perdita, ovvero:

Formula n_8

S espresso in mm2, L in metri, R in Ohm e ρ in Ohm*mm2/m.

Ricordando che Rp = RL ∙ (10α/20 – 1) e ρ = 0,0178 (nel caso del rame), si ha:

Formula n_9

Inoltre:

Formula n_10

 

Poiché il cavo di potenza è bifilare (comprende sia il tratto di andata, dall’amplificatore alla cassa, sia quello di ritorno, dalla cassa all’amplificatore), è da sottolineare che per lunghezza L si intende la lunghezza totale del conduttore, andata + ritorno. Indicando con d la distanza tra l’amplificatore e il diffusore, si ha quindi:

Formula n_11

 

Si riscrivono le formule con il nuovo valore di L.

Formula n_12 Formula n_13 Formula n_14

 

Consideriamo ora un sistema a 100V. In questi sistemi il valore di 100V è riferito alla tensione di uscita dell’amplificatore, Vi .

Abbiamo visto che il rapporto tra potenza sul carico e quella fornita dall’amplificatore è:

Formula n_15

 

Quindi, la potenza disponibile sul carico è data dalla formula:

Formula n_16

Da questa ricaviamo la RL:

Formula n_17

Poiché Rp = RL ∙ (10α/20 – 1), si ha:

Formula n_18

Anche in questo caso, deve essere soddisfatta la condizione:

Formula n_19

Quindi (ricordando che L=2 · d), si ha:

Formula n_20

La corrente che circola nel cavo è:

Formula n_21

 

Nel prossimo articolo mostreremo dei casi applicazione pratica del calcolo dell’attenuazione dei cavi.

A presto!

Ing. Nicolò Melis – Solosuono.com

 

Differenza tra Dolby e DTS – Seconda Parte

novembre 22, 2013 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Differenza tra Dolby e DTS

La differenza sostanziale tra i due sta nel grado di compressione: il Dolby Digital opera una compressione a 16 bit di risoluzione, mentre il DTS utilizza una compressione circa quattro volte meno importante, digitalizzando il segnale a 24 bit

Il Dolby Digital, perciò, presenta un audio con una minore risoluzione, ma occupa minore spazio sul supporto fisico. È grazie a questo “trucco” che l’audio Dolby Digital viene impresso direttamente nella pellicola tra i fori di scorrimento

codifica dolby

Il DTS, invece utilizza una compressione circa quattro volte meno importante rispetto al Dolby Digital, offrendo perciò una qualità audio superiore e migliore fedeltà dell’originale, a scapito della dimensione fisica.

Da qui è facile capire perché il DTS è utilizzato principalmente nelle pellicole destinate nelle sale cinematografiche: per via della sua codifica, le colonne sonore occupano uno spazio troppo grande da poter essere impresse su pellicola, perciò bisogna memorizzarle su un supporto a parte. Questo offre maggior robustezza, poiché, a differenza del supporto aggiuntivo (CD, DVD, Hard Disk, Magneto-Ottico, ecc.), la pellicola tende a rovinarsi con il tempo.

Nel campo dell’Home Cinema, si è reso necessario adottare una compressione più pesante del DTS per poterlo memorizzare nel DVD, perché altrimenti si sarebbe dovuto fornire un ulteriore supporto a parte (CD o DVD) per la colonna sonora del film: improponibile!

Per questo, la compressione del DTS raddoppia: così la differenza tra le tue tecnologie si riduce, rendendo quasi impossibile distinguere ad orecchio l’uno dall’altro.

Oggigiorno, il sistema Dolby Digital risulta essere il più diffuso nell’Home Cinema (DVD).

Dolby-configurazione spaziale

Cos’è il THX ?

novembre 22, 2013 Author: admin Category: Video, Video  0 Comments

THX non è uno standard di codifica audio (come inesattamente considerato da molti), bensì è un certificato di qualità per i sistemi di riproduzione audiovisiva

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Differenza tra Dolby e DTS – Prima Parte

novembre 22, 2013 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Differenza tra Dolby e DTS – Prima Parte. Con l’avvento della stereofonia e in seguito dell’audio multicanale, sono state sviluppate diverse sistemi di codifica audio che permettessero di sfruttare completamente queste tecnologie.La prima società ad occuparsi di questa tematica fu la Dolby Laboratories: vediamo ora, molto sinteticamente, l’evoluzione della tecnologia Dolby, con qualche esempio.

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Audio Multicanale – Seconda Parte

ottobre 29, 2013 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

I sistemi multicanale sono contraddistinti da varie sigle, che indicano il tipo di configurazione spaziale delle casse, in funzione del numero di canali audio utilizzati. Queste sigle si notano nelle copertine dei DVD, e si presentano in questo modo: 2.0, 2.1, 3.0, 5.1, 7.1, ecc..

Ma che cosa significano di preciso?

La prima cifra specifica il numero di canali principali, ciascuno destinato ad essere inviato ad un determinato altoparlante, mentre la seconda indica la presenza di un canale per gli effetti di bassa frequenza (indicati con la sigla LFE, dall’inglese Low Frequency Effects) riprodotti da un altoparlante dedicato, denominato subwoofer.

Quindi con la sigla 1.0 si intende un audio mono, con 2.0 un audio stereo, con 2.1 un audio stereo con canale LFE (subwoofer), e così via.

schema audio 5.1

schema audio 5.1

 

schema audio 7.1

schema audio 7.1

Si può immaginare come gli impianti Home Theater possano avere svariate combinazioni: dal primo esempio di audio multicanale (il dolby surround o 2.0-1), ai più comuni impianti “casalinghi” di tipo 5.1 o 7.1, al 9.2 (con due canali LFE) per i più esigenti, fino ad arrivare alla soluzione più estrema, il 22.2!

 

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Mono o Stereo – Seconda Parte

ottobre 29, 2013 Author: admin Category: Senza categoria  0 Comments

Indubbiamente, nel confronto tra mono o stereo – seconda parte , la stereofonia è migliore dal punto di vista di coinvolgimento sensoriale, e quindi si potrebbe preferirla alla monofonia, tuttavia il mono non è da buttare via del tutto.

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Audio Multicanale – Prima Parte

ottobre 25, 2013 Author: admin Category: Wiki, Wiki, Wiki, Wiki, Wiki, Wiki, Wiki, Wiki, Wiki, Wiki  0 Comments

Audio Multicanale. Definizioni e implementazioni.

Per audio multicanale si intende la diffusione e/o la registrazione di più flussi sonori (o canali audio), ciascuno dei quali viene riprodotto (o registrato) da un diverso diffusore acustico (o microfono) posizionato nell’ambiente in una posizione specifica.

Audio Multicanale

Audio 5.1 surround sound 3D Multicanale

Per comodità, in questo articolo si parlerà solo della riproduzione: gli aspetti e le modalità di seguito trattate sono validi anche per la registrazione.

Nonostante audio multicanale e stereofonia si basino sullo stesso principio, essi assumono un significato diverso: come detto nella prima parte di questo articolo, per audio stereofonico si intende un audio a due canali; il multicanale, invece, utilizza un numero di flussi sonori maggiore di due.

Si consideri, per esempio, una sala da concerto: essa è progettata in modo tale da far giungere all’orecchio degli ascoltatori anche i suoni che vengono riflessi dalle pareti. L’audio multicanale è pensato apposta per diffondere tali riflessioni tramite altoparlanti disposti lateralmente e posteriormente all’ascoltatore, rendendo l’esperienza uditiva ancora più completa di quella offerta dalla stereofonia (a due canali).

Lo sviluppo dell’audio multicanale  è dovuto all’evoluzione del sistema di codifica audio elaborata dalla Dolby Laboratories e viene impiegato principalmente nel cinema, per enfatizzare le colonne sonore dei film. Infatti, si cerca principalmente di coinvolgere maggiormente lo spettatore, piuttosto che riprodurre il suono con la massima fedeltà possibile.

Nel campo musicale, si è provato ad implementare questa tecnica negli anni settanta, ottenendo la così chiamata quadrifonia, in cui oltre ai due diffusori posti a sinistra e a destra di fronte all’ascoltatore, della stereofonia, si aggiungono altri due diffusori, alle sue spalle sempre uno a destra e uno a sinistra. Questa soluzione però venne abbandonata e si preferì ritornare ad utilizzare la registrazione a due canali (stereo), fino all’avvento dell’Home Theater al giorno d’oggi. Si può comunque riprodurre un audio stereo in un impianto multicanale, ma verranno utilizzati solamente due diffusori, diventando quindi un normale impianto stereo.

Solosuono.com: iniziamo ad ascoltare la musica con un sistema Hi-Fi

Dobbiamo innanzitutto precisare che l’impianto Hi-Fi Audio per eccellenza è esclusivamente quello stereofonico, dedicato, cioè, alla riproduzione dei soli due canali destro e sinistro; negli ultimi anni, si sono andati utilizzando sempre di più a questo scopo impianti Home Theater con audio multicanale, nati principalmente per avere un’esperienza più coinvolgente nella visione dei film nel nostro salotto di casa (il famoso “passo felpato” del dinosauro di Jurassic Park o l’elicottero che ci vola alle spalle). E’ evidente che essendo la musica “tout court” incisa e commercializzata ancora in stereofonia in questo articolo esploreremo solo ed esclusivamente questa tipologia di impianti.

Diciamo subito che spendere tanti soldi per componenti HI-Fi non è il miglior modo per iniziare nella ricerca di una buona riproduzione del suono. Si possono mettere insieme discreti impianti Hi-Fi domestici in grado di dare grandi soddisfazioni senza dover accendere per forza un mutuo. Inoltre se mal assortito un impianto, anche se costosissimo, può riservare anche delle brutte sorprese. Ovviamente con questo non intendo dire che tutti i componenti con alti prezzi di listino non valgano quei soldi o che ci stiano addirittura truffando. Se inizierete col piede giusto e maturerete una vera passione per la riproduzione corretta del suono, avvertirete con il tempo la necessità di approdare a componenti più raffinati e ovviamente più costosi.

 

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Amplificatore Garvan

Passiamo ad individuare quindi i componenti base per mettere insieme un vero impianto Hi-Fi che dia buone soddisfazioni all’ascoltatore. Parliamo dell’amplificatore che è il cuore del sistema. Per iniziare, possiamo optare per l’acquisto di un “amplificatore integrato a stato solido” ovvero un amplificatore che include in un solo chassis la sezione preamplificatrice e quella finale, che adotta dei transistor come finali di potenza e ottimi sistemi di protezione da sovraccarichi dovuti a errato utilizzo o a sviste nei collegamenti. La potenza con queste tipologie di amplificatori non è un problema: già un 75 Watt per canale ha praticamente la possibilità di amplificare quasi tutti i diffusori in commercio.

Per quanto riguarda la sorgente, se la nostra discoteca si basa principalmente sugli ormai classici Compact Disc possiamo concentrarci sulla scelta di un buon lettore CD stereofonico. All’esplorazione dell’analogico potremo dedicarci in un secondo momento.

Con i diffusori acustici abbiamo praticamente concluso l’assemblaggio di quello che potrebbe anche essere l’impianto per noi definitivo. Il discorso sui diffusori è in verità complesso in quanto le tipologie sono molte: diffusori da pavimento, diffusori da stand, diffusori da libreria, reflex, in sospensione pneumatica, altoparlanti monovia, altoparlanti multivia, ecc. Inoltre bisognerebbe poterne ascoltare qualcuno nell’ambiente in cui suoneranno e, se soddisfatti della resa, procedere all’acquisto. Come è immaginabile questo non è sempre possibile quindi anche qui dobbiamo puntare su casse acustiche adeguate sia al tipo di amplificazione che abbiamo scelto che alla grandezza della sala presso cui saranno posizionate.

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Cassa acustica sic216 due vie

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Dettaglio Cross-Over sim213

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Cassa acustica sim313 tre vie Garvan

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A parità di prezzo converrebbe scegliere casse acustiche con un numero limitato di componenti; sia per il costo degli altoparlanti stessi sia per la maggiore semplicità costruttiva e progettuale: ad esempio un due vie, comprendente un tweeter per i suoni acuti e un woofer per i medio-bassi, per una normale stanza di 4 x 3 metri, dovrebbe garantire una buona insonorizzazione. All’aumentare della superficie della stanza si potrà puntare su un 3 vie – un tweeter, un medio e un woofer per suoni più bassi – preferibilmente con una maggiore dimensione in volume e quindi con la capacità di creare un maggior impatto alle basse frequenze che altrimenti si disperderebbero più facilmente nell’ambiente.

Questo articolo è stato scritto in collaborazione per HifiPrestige.it

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